Ansar Dine, cos’è il gruppo jihadista che terrorizza il Mali

di Redazione | 20/11/2015

ansar dine

Ansar Dine, il gruppo fondamentalista islamico che ha preso in ostaggio 170 persone all’interno del Radisson Blu Hotel di Bamako, in Mali, è un’organizzazione armata comparsa sulla scena del paese africano nel 2012. Letteralmente «Ansar Dine» significa «Ausiliari della religione». Il leader del gruppo è Iyad Ag Ghali, uno dei capi della rivolta tuareg dei primi anni ’90.

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ANSAR DINE, LA GUERRA CIVILE DEL 2012 –

Ansar Dine è una delle organizzazioni che ha partecipato alla guerra civile in Mali, ripresa nel 2012, quando l’etnia tuareg del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad (alleatasi con gruppi fondamentalisti, come appunto gli Ansar Dine) ha preso il controllo della regione settentrionale del Paese. Insieme ad Ansar Dine erano coalizzati organizzazioni terroriste islamiste come il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Aqmi) e il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa Occidentale (Mujao). Una volta preso il potere approfittando di un golpe nella capitale, gli islamisti si sono presto disfatti dei tuareg e hanno cercato di stabilirvi un califfato. Nell’ottobre del 2012 il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato la Conferenza economica degli Stati dell’Africa Occidentale a definire un piano di riconquista del territorio del Nord del Mali contro tali gruppi. Nel gennaio 2013, poi, una forza multinazionale, con l’operazione Serval, su mandato delle Nazioni Unite, è intervenuta per ristabilire in tutta l’area la sovranità del Mali.

 

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ANSAR DINE, GLI ATTACCHI AI CASCHI BLU –

Nel corso degli ultimi mesi gli attacchi di Ansar Dine si sono intensificati. A luglio l’organizzazione armata jihadista ha rivendicato una serie di attacchi contro i caschi blu e obiettivi militari nella capitale Bamako, come pure in zone di confine, vicino alla Costa d’Avorio e alla Mauritania. Dunque, il gruppo ha sembra essersi spinto anche nella zona ad ovest e a sud del Paese fino ad allora ritenute sicure, sollevando i timori per un’allargamento dell’area del paese in cui si verificano atti di violenza. Ansar Dine ad esempio ha rivendicato un attacco alla cittadina occidentale di Nara del 27 giugno, attacco in cui 12 persone sono state uccise.

ANSAR DINE, LA LOTTA ALLA FRANCIA –

In un messaggio diffuso pochi giorni fa, ma che risale ad ottobre, prima quindi degli attentati di Parigi, il leader Iyad Ag Ghali ha fatto sapere di approvare le stragi condotti negli scorsi mesi nel centro e nel sud del Mali, ha denunciato l’accordo di pace firmato nel maggio-giugno tra governo e minoranza tuareg, e ha invitato a continuare la lotta contro la Francia. Come riferito da una fonte della sicurezza del Mali, Ag Ghali avrebbe anche approvato l’attacco terroristico di gennaio contro la redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, punita dai jihadisti per le vignette satirice sul profeta Maometto. L’ostilità di Ansar Dine nei confronti della Francia origina dal fatto che Parigi è presente in Mali con un’operazione di contrasto ai gruppi armati, denominata Barkhane, lanciata il primo agosto 2014. La registrazione del filmato è stata resa nota all’indomani dell’arresto di un altro esponente radicale, Allaye Bocari Dia, uno dei leader del gruppo armato Front de Liberaton du Macina, altro alleato del gruppo di Ag Ghali.

(Immagine di copertina da archivio Ansa)

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