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Deutsche Bank in crisi: addio a 9000 posti di lavoro entro il 2018

Deutsche Bank è in crisi. La banca tedesca ha annunciato il prossimo taglio di novemila posti di lavoro entro il 2018 nell’ambito di un piano di ristrutturazione. John Cryan, co-presidente, ha confermato la voce in concomitanza della diffusione dei conti dell’istituto tedesco che ha registrato tra gennaio e settembre una perdita netta di 4,647 milardi di euro a fronte di un utile di 1,25 miliardi registrato nel periodo gennaio-settembre 2014.

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Nella foto, John Cryan (Thomas Lohnes/Getty Images)

DEUTSCHE BANK: ADDIO A 10 PAESI E A 200 FILIALI IN GERMANIA

John Cryan ha dichiarato che Deutsche Bank per riprendere la strada degli “utili sostenibili” sarà costretta a prendere “dure decisioni” sui posti di lavoro. Deutsche Bank non si limiterà al taglio di 9.000 posti di lavoro ma ritirerà la sua presenza in dieci Paesi: Argentina, Cile, Messico, Perù, Uruguay, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Malta, Nuova Zelanda e chiuderà 200 filiali in Germania. In Europa l’azienda rafforzerà la sua presenza puntando su sinergie tra private banking e wealth management. Ma è prevista anche una riduzione di 200 filiali in Germania. L’Italia resta ancora un mercato chiave per Deutsche Bank.

 

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DEUTSCHE BANK, TAGLI ANCHE IN POSTBANK

Il ridimensionamento di Deutsche Bank prevede anche 19.000 esuberi in Postbank a seguito della cessione annunciata dalla banca. Tra il 2015 e il 2018 la forza lavoro passerà da 103.000 a 77.000 unità con 8.000 assunzioni in due tranche e 34.000 tagli. (Photocredit copertina DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images)