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La rotta dei Balcani spiegata in 5 punti

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, la rotta dei Balcani è di gran lunga il tragitto più percorso dalle persone che scappano dalle guerre del Medio Oriente per chiedere asilo nei Paesi più ricchi dell’Europa. Nel 2015 circa mezzo milione di migranti, in prevalenza siriani, è arrivato all’interno dell’UE dopo aver attraversato il Mar Egeo e attraversato i Paesi balcanici dopo l’ingresso in Grecia.

MIGRANTI IN ARRIVO

La crisi dei migranti che ha colpito l’Europa durante l’estate si è originata sui Balcani. La pressione sul confine sudorientale dell’UE è diventato fortissimo, dopo che nella primavera del 2015 è partito un imponente flusso di persone dalla Siria. Ecco spiegata in 5 punti la rotta dei Balcani, che sta diventando in queste settimane sempre più problematica a causa dei muri, della pioggia, e del freddo che scolpendo la regione orientale dell’Europa.

    • 1. Quanti migranti percorrono la rotta dei Balcani. Secondo i dati forniti dal ministro degli Interni della Germania gli arrivi dai Balcani sono stati sette volte superiori rispetto al 2014. L’Organizzazione per le migrazioni, IOM, ha stimato in 473 mila le persone arrivate fino al 15 ottobre in Europa dalla rotta sui Balcani. Nello stesso lasso temporale sono state 137 mila gli arrivi in Italia dal Mediterraneo. Secondo il governo croato durante le ultime settimane circa 5 mila persone al giorno percorrevano la rotta dei Balcani, mentre durante l’estate si è arrivati fino a 7 mila ingressi quotidiani.
    • 2. Dove rimangono bloccati i migranti. I migranti sono spesso fermati dai governi dei diversi Paesi balcanici attraversati, che in questi mesi hanno provato a utilizzare anche la forza per fermarne gli ingressi. A fine agosto il luogo simbolo della crisi era Gevgelija, sul confine tra la Grecia e la Macedonia. La costruzione del muro ungherese ha provocato momenti di forte tensione tra i richiedenti asilo e la polizia. In queste settimane il luogo più colpito dalla crisi dei migranti è la cittadina di Berkasovo, al confine tra la Serbia e la Croazia. La rotta balcanica si è ora spostata più a Nord.
    • 3. I migranti e la Slovenia. La chiusura del confine tra Croazia e Ungheria con una nuova barriera costruita dal governo Orban ha spostato il flusso migratorio verso la Slovenia. Nel fine settimana oltre 8 mila persone sono entrate nel piccolo Paese dell’UE, per arrivare poi in Austria.

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  • 4. Perché i Paesi di transito fermano i migranti? I migranti che percorrono la rotta balcanica non vogliono fermarsi nei Paesi che attraversano. Arrivati dalla Turchia, i richiedenti asilo prendono treni, bus, o altri mezzi di trasporto per recarsi in Austria, Germania, e poi eventualmente Svezia. I governi dell’Ungheria, della Macedonia, della Croazia e della Slovenia però lamentano di non poter reggere la gestione dell’accoglienza, anche temporanea, di così tante persone. Il premier di Budapest Orban è stato il più deciso nel cercare di fermare il flusso migratorio, anche perché Germania e Austria hanno fatto transitare i migranti senza limiti solo per pochi giorni.
  • 5. Dove sono i muri anti migranti. Il muro costruito dall’Ungheria per proteggere il suo confine dagli ingressi dei migranti è diventato uno dei simboli della crisi che ha diviso l’Europa. Altri Paesi dell’UE prima dell’Ungheria avevano però costruito barriere per fermare il flusso dei richiedenti asilo. La Grecia l’ha fatto per sigillare il confine con la Turchia segnato dal fiume Evros. Anche la Bulgaria ha costruito una barriera di circa 30 chilometri al confine turco. Misure che hanno portato all’aumento delle migrazioni attraverso il Mar Egeo, con il conseguente incremento di annegamenti.

Photo credit: Jeff J Mitchell/Getty Images