Dimissioni Ignazio Marino, la mossa di Sel per inchiodare il Pd: «Il sindaco riferisca in Consiglio»

di Tommaso Caldarelli | 09/10/2015

Dimissioni Ignazio Marino, «Noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale: è giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato. Altrimenti può anche confermare le sue dimissioni». È quanto scritto su Facebook da Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, il giorno dopo le dimissioni del primo cittadino che, a partire da venti giorni esatti dal protocollo della lettera di dimissioni, non sarà più il sindaco di Roma.

 

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Tuttora nelle sue funzioni, il sindaco oggi ha celebrato un matrimonio nella sala cerimoniale del Campidoglio: “Sto molto bene”, ha detto ai cronisti. Intorno a lui, la politica continuava a girare.

Perchè è stata fatta una operazione di potere inserendo nel Governo della città figure espressione diretta del Governo…

Posted by Gianluca Peciola on Venerdì 9 ottobre 2015

Sel «non poteva non chiedere le dimissioni di un sindaco che governava con il monocolore del Pd», spiega su Radio Radicale il segretario romano di Sel Paolo Cento. Interpellato sulla verifica politica annunciata ieri dal sindaco, Cento risponde: «Ora Marino è un sindaco dimissionario, se ha da dire cose le dica in consiglio comunale: siamo pronti ad ascoltarlo. Oggi Marino, essendo dimissionario, è in qualche modo più libero di ieri di prendere le sue iniziative politiche perché ha rotto la gabbia del monocolore del Pd». Questa, dunque, la posizione ufficiale di Sinistra, Ecologia e Libertà dopo il collasso della giunta definita dallo stesso Marino “un governo di sinistra”. Nel tardo pomeriggio la nota congiunta di Paolo Cento, coordinatore cittadino, e Gianluca Peciola, capogruppo Sel Roma, rincara.

Troppo clamore per una cosa ovvia: Marino venga a riferire in Consiglio comunale. Per Sel non ci sono novita’ ma la richiesta di un atto che dovrebbe essere scontato, dopo le dimissioni del Sindaco da noi volute perche’ da luglio 2015 si e’ affidato, sbagliando, al monocolore del Pd. Ora venga in Campidoglio a spiegare le sue ragioni e le sue eventuali proposte. Sel ascoltera’ con rigore e attenzione sapendo che le cause della crisi stanno soprattutto nell’allontanamento del Sindaco dal programma del 2013 come dimostra il nostro voto contrario sulle privatizzazioni”. Cosi’ in un comunicato Paolo Cento, segretario Sel Roma e Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio.

Dietro i comunicati ufficiali, la situazione sembra essere più complessa.

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“Vuoi un’analisi politica? Sinistra, Ecologia e Libertà, ad esempio, è morta”: ce lo dice in Consiglio Comunale un esponente di spicco di un partito diverso da SeL, pur parte della maggioranza che sosteneva Ignazio Marino, e ce lo conferma al telefono, prendendo le distanze da toni così netti, un consigliere municipale dell’ala sinistra della politica romana: “Che il nostro partito non sia in buona salute, lo sappiamo da soli, grazie. Ora la sfida è costruire una sinistra di governo per questa città e per questo paese, e tutelare il lavoro dei tanti amministratori giovani che in questi anni si sono spesi per cambiare la città”. Il quadro, dentro SeL, sembra essere abbastanza chiaro nella sua divisione: da un lato ci sono i “duri e puri”, quelli che considerano chiusi tutti i ponti e i canali con il Partito Democratico in ogni caso, e quelli che fanno presente che senza il traino del Pd, Sel non va “da nessuna parte. Se esiste il margine”, ci dicono al telefono, “per ricostruire una coalizione di governo con candidati che non siano quelli del Partito della Nazione che leggiamo oggi sui giornali, la strada che dovremo percorrere sarà quella”. Il controcanto da chi non è affatto d’accordo con questa linea d’azione è immediato: “Qualsiasi valutazione è prematura”, è la prima risposta dei dirigenti di SeL; la seconda risposta contiene la frase: “E comunque, solo se ci sono le primarie”; consultazioni riguardo le quali, dopo la smentita di Matteo Renzi sui retroscena di questa mattina, si naviga a vista.

Sinistra Ecologia Libertà a Roma ha chiesto le dimissioni di Ignazio Marino. Se non arriveranno, presenteremo una mozione di sfiducia in Consiglio Comunale.Nicola Fratoianni

Posted by Sinistra Ecologia Libertà on Giovedì 8 ottobre 2015

Tuttavia, almeno in questa primissima fase, le varie anime di Sel sembrano marciare vicine: “La priorità, in questo momento”, ci dicono al telefono esponenti territoriali di Sel (aggiungendo di essere “quasi mai d’accordo con certe posizioni dei consiglieri comunali”), “è inchiodare il Partito Democratico alle sue responsabilità. Noi vogliamo che Ignazio Marino venga in aula e spieghi la questione delle spese, che deve essere chiarita; e vogliamo che il Partito Democratico – che è parte del problema, e non della soluzione – faccia quel che deve presentando una mozione di sfiducia, un atto politico che metta tutto nella giusta luce”. Rincara un consigliere municipale: “Da quando c’è il monocolore, Ignazio Marino è il sindaco del Pd. Lo devono cacciare loro, così è troppo facile”; il passaggio politico in consiglio, continuano da Sel, sarà un momento di “chiarezza e di confronto politico alla luce del sole”. E non è preoccupato nemmeno chi, all’interno di Sel, non giudica tramontato il canale con il Partito Democratico: “Ora il momento è quello di capire che fine fa Ignazio Marino”, si sente dire, non senza una punta di ultima speranza che la situazione possa ancora rientrare: “Dopo, quando sapremo chi sarà il nuovo candidato, quando il Pd avrà scoperto le sue carte, si vedrà”.

(Foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)