Investimenti, pronto il piano del governo da 5 miliardi

di Redazione | 02/10/2015

Il governo è pronto ad un nuovo piano per gli investimenti che darà avvio ad opere in diversi ambiti, dala banda larga alle austostrade, dalle ferrovie alla scuola, fino i piani antidissesto. Gli interventi per 5 miliardi di euro saranno cofinanziati dall’Ue sfruttando la clausola di flessibilità. Riguarda gli investimenti infatti quasi un terzo della flessibilità che il governo pensa di ottenere da Bruxelles (circa 5 miliardi, ai quali dovrebbero aggiungersi anche altri 5 miliardi dai fondi per la coesione erogati dall’Ue).

 

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INVESTIMENTI, FERROVIE –

Lo spiega Paolo baroni sulla Stampa. I progetti da sottoporre all’Europa sono sia materiali che immateriali:

Già un anno fa, inviando a Bruxelles una prima lista di progetti selezionati dalla Task force nazionale per gli investimenti coordinata dal Mef da inserire nel famoso piano-Juncker, il governo aveva messo a punto un pacchetto che comprendeva circa 2200 interventi, per un controvalore di circa 40 miliardi di euro: 120 grandi progetti, soprattutto nel campo delle infrastrutture (Torino-Lione, Brennero, l’alta velocità Brescia-Padova e ferrovie come la Napoli-Bari, la Messina-Catania e la Ragusa-Catania), e poi una miriade di piccoli interventi nell’ambito del piano anti-dissesto ed oltre 3 miliardi per le scuole tra interventi sugli immobili e informatizzazione.

INVESTIMENTI, BANDA LARGA –

Ci sono incentivi per la banda larga:

Il piano per la banda larga vale in tutto circa 7 miliardi di investimenti pubblici su un totale di 12. Tra l’altro è possibile che già nella legge di stabilità vengano inseriti una serie di interventi contenuti nel Piano (dai voucher al credito di imposta) per incentivare la domanda.

INVESTIMENTI, SUD –

Novità anche per il Sud, con una riduzione dell’Ires:

Per accelerare la ripresa dell’occupazione al Sud, tra gli altri interventi, il governo sta studiando la possibilità di assestare un taglio netto all’Ires a carico delle Pmi meridionali riducendo già dal 2016 l’aliquota dal 27,5 al 20%. Per rendere praticabile questa misura occorre però reperire 450 milioni.

(Foto di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)