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L’Italia che perde anche quando tiene banco, tutti i casinò sono in rosso

Tutti li vogliono, non c’è amministratore che sotto o sotto prima o poi non abbia accarezzato il sogno di donare un casinò alla sua città o alla sua regione, ma in Italia le amministrazioni pubbliche riescono a perdere anche quando tengono il banco.

Casinò Sicilia gioco d'azzardo 4

TUTTI I CASINÒ ITALIANI SONO IN PERDITA –

Una radiografia impietosa dei conti dei casinò italiani emerge da un’inchiesta di Sergio Rizzo per il Corriere della Sera, che giustamente stimola nel giornalista alcune domande sacrosante:

 Il bello è che questa situazione, sia pure con sfumature diverse, non riguarda soltanto il casinò di Saint Vincent, ma tutte le quattro case da gioco italiane. Che sono, guarda caso, tutte di proprietà pubblica. Il che fa sorgere inevitabilmente alcune domande. La prima, semplicemente economica: com’è possibile che i quattro casinò italiani abbiano perduto negli ultimi dieci anni almeno 314 milioni di euro (il risultato di bilancio 2014 di Campione d’Italia non è ancora noto)? La seconda, squisitamente etica: è accettabile che un ente pubblico, Regione o Comune che sia, oltre a raccogliere i rifiuti e far marciare gli autobus gestisca anche il gioco d’azzardo? Per giunta, rimettendoci un sacco di soldi dei contribuenti? La terza domanda, decisamente politica: siccome esiste da oltre un anno una legge che impone a Regioni, Province e Comuni di razionalizzare le proprie partecipazioni societarie, cedendo le attività incoerenti con la funzione di ente che deve erogare servizi pubblici ai cittadini, perché nessuno di quei casinò è stato messo sul mercato?

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PERCHÉ CONTINUARE A PERDERE SOLDI –

Domande sacrosante, sicuramente quei bilanci in rosso sostengono il lavoro di molte persone e sicuramente parte di quelle perdite sono da imputare a sprechi e malversazioni, peraltro documentate negli anni anche dalla magistratura, ma c’è da chiedersi comunque come i comuni che in qualche modo sponsorizzano questo bagno di sangue, trovino il consenso degli amministrati che non ne traggono vantaggio, e perché nessuno si chieda come sia possibile perdere soldi tenendo il banco.

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