Vincenzo De Luca: “Rai3, camorrismo giornalistico”

28/09/2015 di Boris Sollazzo

RaiTre fa “camorrismo giornalistico” e dice “puttanate incredibili”. Come al solito il governatore della Regione Campania affronta i media con sobrietà e decide di sparare sulla terza rete del servizio pubblico, con un attacco senza precedenti che, non a caso, si prende la prima pagina de Il Fatto Quotidiano. In particolare secondo l’ex sindaco di Salerno Presa diretta compie attacchi a freddo mentre Report manipola le interviste.

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Vincenzo De Luca
ANSA/CESARE ABBATE

Ce l’ha infine con tutto il sistema dei media, abituato a definire condannate persone in assenza di sentenza definitiva e “gli amici del Fatto Quotidiano possono pure sbizzarrirsi, ma io sono orgoglioso delle mie vicende giudiziarie”. Tutto questo alla festa di Scelta Civica, proprio a Salerno, con il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Enzo D’Errico, a moderare (si fa per dire).

Le risposte non si fanno attendere, come riporta Vincenzo Iurillo. E se dal PD solo Peluffo fa sentire la sua voce – “è fango, solidarietà ad Andrea Vianello” -, ed è proprio quest’ultimo, direttore della rete, è durissimo.

“Definire “camorrismo giornalistico” il lavoro di una rete del servizio pubblico e dei grandi professionisti che nel fanno parte è assolutamente inaccettabile. Tutte le critiche sono ben accette, ma questa volta si è passato il limite”.

Ancora più feroce e pungente Milena Gabanelli.

“Il signore De Luca ha molta dimestichezza con l’insulto senza mai entrare nel merito. Se pensa che le sue parole siano state manipolate, indichi dove, se gli sono state attribuite falsità indichi quali. Il resto non mi interessa, incluso il termine camorrista, il cui significato De Luca dovrebbe conoscere”. E poi, senza alcun problema, consegna ai media la puntata in questione, riguardante il caso Crescent, invitando tutti a vedere l’inchiesta di Bernardo Iovene “Al posto giusto”.

Niente di strano, però. De Luca se la prende con RaiTre che chiama “la lobby radical chic del paese”, “la più grande fabbrica di depressione” come definì Saviano “uno che si inventa la camorra per guadagnare”. Quello che fa male è il pubblico plaudente che lo osanna. Un segno chiaro del senso di democrazia di un popolo che si sta perdendo.

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