Prodi: «In Italia la fiducia è migliorata, ma il problema è il lavoro»

di Valentina Spotti | 27/09/2015

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Dalla storica sede dell’Università di Bologna, Lucia Annunziata dedica la puntata odierna di In 1/2 h a un’intervista a Romano Prodi, interpellando l’ex premier sui grandi temi che tengono banco sullo scacchiere politico ed economico internazionale. Il professore comincia il suo discorso partendo dal Regno Unito e da Corbyn e dalla Francia di Hollande, che proprio oggi ha dato il via ai primi raid aerei contro l’Isis in Siria, alla vigilia dell’incontro tra Putin e Obama: «La Siria è sempre stata la figlia della Francia – dice Prodi – C’è sempre stato questo rapporto profondissimo. Ma è tutto diverso rispetto all’attacco in Libia del 2011: è ricominciato il dialogo tra Stati Uniti e Russia contro il nemico comune dell’Isis e la Francia non vuole restare fuori».

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ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

«LO SCANDALO VOLKSWAGEN? SINTOMO DELLA CRISI DI UN SISTEMA» –

E sulla questione dei profughi: «Sono anni che arrivano i profughi dalla Libia, ma la posizione degli altri Paesi è sempre stata quella che era un problema italiano. Poi è arrivata l’ondata dalla Grecia e dalla Turchia direttamente nel cuore dell’Europa e adesso c’è stata questa presa di coscienza». Poi l’ex premier ha parlato della situazione tedesca, a proposito dello scandalo Volkswagen: «Quando arrivi a un livello di sicurezza, chiamiamola anche di arroganza, così forte, i freni inibitori sono a rischio». Per Prodi quello che è successo alla Volkswagen è sintomo di una «crisi di un sistema», che non riguarda soltanto la politica di Angela Merkel «Non a caso- dice Prodi- le irregolarità legate alla Volkswagen sono state scoperte da un’autorità americana. La cosa è stata messa fuori da una struttura non europea».

«IN ITALIA SENZA CRESCITA NON C’È LAVORO» –

Sull’Italia Prodi ha poi proseguito affermando che la «la fiducia è migliorata, c’è stata una certa ripresa» e «abbiamo tanti fattori favorevoli come il petrolio basso e dollaro alto. Ma il lavoro è la mia grande preoccupazione: tutte le nuove tecnologie spingono per una ripresa senza lavoro, con un lavoro scarso o con occupazioni di altissimo livello, c’è una espulsione della classe media». L’ex premier ha poi precisato: «Senza crescita il lavoro non aumenta. Dobbiamo spingere la crescita, c’è una situazione migliore della precedente, vedo che continua un andamento leggermente positivo, se questo prosegue per qualche altro mese il discorso occupazione può muoversi».

(Photocredit copertina: Rai3)