Bruno Cirillo
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Bruno Cirillo lascia il calcio giocato, celebre la sua lite con Materazzi

Bruno Cirillo non gioca più a calcio. Il difensore di Castellamare di Stabia, classe 1977, ha detto basta dopo una carriera durata 21 anni, aperta e chiusa a Reggio Calabria. In mezzo tante squadre anche di serie A con diverse esperienze all’estero sopratutto in Grecia dove ha mostrato tutto il suo talento diventando una bandiera dell’AEK Atene, e un oro agli Europei Under 21. E una litigata con Marco Materazzi che fece il giro del mondo.

Bruno Cirillo

BRUNO CIRILLO, LA LETTERA DI COMMIATO

Cirillo ha affidato il proprio saluto ad una lettera aperta dedicata ai tifosi in cui ringrazia il destino che gli ha permesso di diventare calciatore, di aver indossato la maglia dell’Inter, di aver giocato in Champions League con l’Aek Atene, di aver vinto un Europeo con la maglia azzurra, di aver conosciuto sua moglie e di essersi costruito una famiglia, scegliendo di chiudere con la Reggina, società che l’ha lanciato nell’Olimpo del pallone.

Carissimi amici, Ogni ragazzino che gioca a pallone , ha un sogno, arrivare nel calcio che conta è magari diventando famoso. Purtroppo pochissimi sono quelli che ci riescono. Io invece, sono uno tra quelli fortunati, che sono riuscito a fare del Calcio non solo la mia grande passione ma anche la mia professione. Il calcio mi ha dato moltissimo, mi ha fatto conoscere tantissima gente e fare tante nuove amicizie. Mai avrei pensato che un giorno avrei vestito la gloriosa maglia dell’Inter , di giocare la Champions League con una squadra di un altro paese come l’AEK Atene ,di giocare l’Europa League con il Paok di Salonicco di giocare in paesi importanti come Spagna,Francia e Grecia o nei campionati meno conosciuti come India e Cipro. Calcare gli stadi più belli ed importanti del mondo, vincere un Campionato Europeo under 21 vestendo la maglia Azzurra . Grazie al calcio ho coronato il sogno di ogni uomo , mettere su famiglia. Mi ha fatto conoscere mia moglie con la quale abbiamo costruito una splendida famiglia . Purtroppo gli anni passano, ed arriva il momento, che nella tua mente speri non arrivi mai, quello di smettere . Ho voluto chiudere la mia carriera , giocando l’ultimo anno nella società che mi ha lanciato nel calcio che conta , la Reggina , che assieme ai tifosi , terrò sempre stretta nel mio cuore. Oggi è un giorno tristissimo, che devo ancora metabolizzare, in quanto ho deciso che dopo oltre 20 anni di carriera di chiudere con l’attività di calciatore . Lascio il calcio giocato ma spero di rimanere comunque in questo mondo che sento mio è che mi affascina ancora moltissimo. Nel salutare tutti i miei tifosi e amici, volevo ringraziare tutti coloro che lungo tutti questi anni mi sono stati particolarmente vicini. In primo luogo la mia famiglia , con i miei genitori in testa ed i miei fratelli . Un pensiero speciale va a mio Padre , che da la sù, sono sicuro che mi guiderà anche nelle scelte future. A quei amici che mi sono stati sempre accanto e mi hanno sostenuto e consigliato. Un grazie a tutte le società per le quali ho giocato , ai loro dirigenti, dai dottori , ai fisioterapisti,ai massaggiatori, ai preparatori fino ai magazzinieri . Un grazie particolare va a tutti gli allenatori ed ai loro secondi . In questo giorno particolare voglio portare con me tutti i momenti ed i ricordi più belli e positivi, lasciando alle spalle quelli brutti e negativi , perché il calcio e divertimento , il calcio è bello. Un grosso abbraccio a tutti voi ed ….. a presto Bruno Cirillo Reggina , Tricase , Inter , Lecce , Siena , Aek Atene, Levante, Paok Salinicco, Alki Larnaca , Metz , Pune City …… Grazie di cuore a tutti voi

BRUNO CIRILLO E IL “PUGNO IN FACCIA” DI MARCO MATERAZZI

Nella sua lettera di commiato Bruno Cirillo non ha citato un episodio che lo vide protagonista suo malgrado di una sfida di Serie A, Inter-Siena, primo febbraio 2004. La partita finì 4-0 per i nerazzurri ma la vera notizia venne data nel dopo partita da Cirillo: “Materazzi mi ha dato un pugno in faccia”:

Il giocatore andò davanti alle telecamere a far vedere il labbro spaccato e qualche traccia di sangue dicendo che l’arbitro aveva visto. Secondo la ricostruzione Materazzi dalla panchina gridava al compagno di squadra Kily Gonzales: “puntalo, puntalo che è scarso”, riferendosi a Cirillo e che negli spogliatoi era andato a chiedere spiegazioni. Marco Materazzi venne poi interrogato Stefano Bisignano, membro dell’Ufficio Indagini, al quale ha detto di essere stato insultato da Cirillo nel tunnel dopo la partita ricevendo frasi come “figlio di…” e che ne è nata una colluttazione. La versione era confermata da un filmato e dal referto del guardalinee Alvino.

 

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BRUNO CIRILLO, ZACCHERONI: «NON DOVEVA ANDARE IN TV»

Il tecnico dell’Inter, Alberto Zaccheroni, fu severo con entrambi:

«Evidentemente è destino che non possiamo finire una partita gioendo completamente. Mentre rientravo ho visto un giocatore del Siena sanguinante. Di sicuro il pugno non se l’ è dato da solo. Se qualcosa è accaduto, verrà risolto. Non capisco però il comportamento di Cirillo, il voler gridare a tutti i costi quello che è accaduto. Che senso ha presentarsi davanti alle telecamere? Non avrebbe dovuto farlo. Fosse successo a un mio giocatore, non l’ avrei mandato in tv»

Cirillo minacciò di denunciare Marco Materazzi. I due poi si incontrarono a Milano ed appianarono le loro divergenze, con Cirillo che rinunciò alla causa. Marco Materazzi venne squalificato fino al 29 marzo con l’Inter che si prese 5.000 euro di multa perché il giocatore, infortunato, non era in referto ma stava seduto in panchina. Il Giudice Sportivo scrisse:

non risulta provata una provocazione da parte di Cirillo e non è documentata in alcun modo la circostanza di inseguimento da parte di Cirillo verso Materazzi

Col gesto che venne definito

un atto di violenza gratuita che ha costituito l’esito inqualificabile di una condotta antisportiva del calciatore, già manifestatasi durante lo svolgimento dell’incontro nei confronti dell’avversario

(Photocredit copertina New Press/Getty Images)