Riforma Senato, Orlando: «Meno democrazia senza bicameralismo? Una stupidaggine»

di Donato De Sena | 14/09/2015

andrea orlando

«Oggi continuare a pensare che il Paese sia più democratico perché ha due Camere è una stupidaggine». E mettere nel conto la possibilità di una scissione del Partito Democratico sulla riforma del Senato («sul modo in cui vengono eletti dieci senatori») «è una delle cose più inconcepibili e stravaganti che mi è stata data la possibilità di vedere da quando faccio politica». È intervenuto così ieri, senza mezze misure, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel corso della Festa dell’Unità organizzata dai Giovani Democratici di Napoli. Intervistato dai giornalisti Simona Brandolini del Corriere del Mezzogiorno e Adolfo Pappalardo del Mattino, il Guardasigilli non ha evitato qualche frecciata a chi in queste settimane si mette di traverso rispetto al ddl costituzionale Boschi.

 

Riforma del Senato, Orlando: «Oggi continuare a pensare che il Paese sia più democratico perché ha due Camere è una stupidaggine» (VIDEO)

 

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RIFORMA SENATO, ORLANDO: «SERVE UNA DEMOCRAZIA PIÚ VELOCE»

«Che ci sono dei problemi» nel trovare un’intesa – ha detto il Guardasigilli nel corso dell’intervista – «è un dato». «Ma mi chiedo – ha proseguito – se sono più grandi questi problemi o il problema che si ingenererebbe se non facessimo per l’ennesima volta le riforme. Questo è il punto politico che dovremmo affrontare». Per Orlando è la velocità dell’azione legislativa ad assumere una fondamentale importanza. «Se il Parlamento va più lento – ha spiegato il ministro – c’è qualcuno che decide al posto del Parlamento: grandi centri finanziari, grandi multinazionali ed altri luoghi dove in quarto d’ora si decide quello che noi riusciamo a decidere in sei mesi». «Se non costruiamo una democrazia più veloce – ha continuato – rischiamo semplicemente di svuotare la democrazia. Quando il bicameralismo fu concepito la normativa era tutta prodotta dal Parlamento, ora noi quasi la metà delle nostre norme le mutuiamo da istanze sovranazionali o dall’Unione Europea». Poi, l’affondo.

RIFORMA SENATO, ORLANDO: «SCISSIONE DEL PD È UN’IPOTESI STRAVAGANTE»

«Voglio vedere – ha detto ancora Orlando – se quelle stesse persone che dicono che la Costituzione non si tocca applaudiranno ancora quando per l’ennesima volta ci sarà un nulla di fatto rispetto alle riforme istituzionali, e il Paese si ritroverà nuovamente imballato a discutere e a dividersi sulle responsabilità di chi ha fatto saltare il banco senza affrontare altre questioni». «Capirei che il Pd si lacerasse sul Mezzogiorno o sulla prossima Legge di Stabilità, sarebbe assolutamente fisiologico se ci dividessimo su come rispondere alle richieste che ancora vengono dall’Europa sul tema dell’austerità e del rigore. Ma che ci diviamo o mettiamo nel conto anche una scissione sul modo in cui vengono eletti dieci senatori la trovo una delle cose più inconcepibili e stravaganti che mi è stata data la possibilità di vedere da quando faccio politica».

 

Riforma del Senato, Orlando: «Per il Pd voti decisivi dal centrodestra? Credo che si debba aprire una discussione seria su come si sta in un partito» (VIDEO)

 

RIFORMA SENATO, ORLANDO: «PD DIVISO? VALGA IL PRINCIPIO DI MAGGIORANZA»

E se la riforma costituzionale passasse con i voti decisivi del centrodestra, cosa accadrà nel Pd? «Non credo che accadrà qualcosa in automatico», ha dichiarato Orlando a Giornalettismo. «Penso – ha spiegato – che si dovrà aprire una riflessione molto seria su come si sta insieme in un partito. Sono convinto che in un partito ci dev’essere la più larga discussione, il più ampio approfondimento, ma debba valere alla fine il principio di maggioranza, perché senza questo non sta insieme nessuna organizzazione, né politica,  sociale, né culturale».

CARCERI, ORLANDO: «PRESTO EQUILIBRIO TRA NUMERO DI DETENUTI E POSTI»

Dal palco Orlando ha anche parlato del problema del sovraffollamento delle carceri e in particolare del raggiungimento di un punto di equilibrio tra numero di detenuti e posti disponibili, che dovrebbe arrivare presto. «Nei prossimi mesi – ha affermato il ministro – potremo arrivare al punto di equilibrio tra il numero dei posti disponibili e il numero dei detenuti. Siamo partiti quando ci siamo insediati da 62mila detenuti, attualmente siamo a 52-53mila detenuti. Inzialmente avevamo 44mila posti disponibili, attualmente 49mila. Credo che entro la fine dell’anno riusciremo ad inaugurare alcuni istituti penitenziari. Nel frattempo sono stati chiusi gli ospedali psichiatrici giudiziari che possono essere utilizzati come luogo di detenzione».

(Immagine e video di: Giornalettismo)