Casapound, no del prefetto al raduno. Ma i militanti occupano la tensostruttura a Castano Primo

di Redazione | 11/09/2015

L’autorizzazione è stata revocata, con il no definitivo del prefetto di Milano. Ma Casapound Italia non vuole annullare il proprio raduno nazionale a Castano Primo, in provincia di Milano. Tanto da aver occupato una tensostruttura, con tanto di minacce al sindaco Giuseppe Pignatiello, reo di aver rifiutato di concedere gli spari al movimento di estrema destra: «Ti bruciamo il paese, mafioso di m…», lo hanno intimidito gli autoproclamati “fascisti del terzo millennio“. Gli stessi che in una nota hanno rivendicato che la kermesse «si svolgerà regolarmente». Lo stesso presidente nazionale Iannone ha attaccato: «Chi ne ha dubitato o chi ha cercato di impedirlo con intimidazioni e metodi mafiosi non ha capito nulla del movimento e del nostro modo di fare politica».

CASAPOUND, OCCUPATA LA TENSOSTRUTTURA A CASTANO PRIMO –

Intanto per questa sera è previsto l’arrivo nel paese milanese di circa 500 uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Come spiega il quotidiano “La Repubblica“, il primo cittadino non ha concesso la luce, così i militanti di estrema destra hanno portato generatori e bagni chimici. Il paesino, a circa 50 chilometri dal capoluogo lombardo, era stato scelto da Casapound come sede della festa nazionale dopo che una serie di no incassati, su tutti quello di Milano. Infine anche il prefetto Francesco Paolo Tronca ha revocato il permesso a Casa Pound di svolgere il suo raduno nazionale dall’11 al 13 settembre a Castano Primo. Lo ha comunicato lo stesso sindaco Pignatiello: «Metteremo in atto tutti gli interventi concordati dalla prefettura per eliminare l’abuso dei militanti che hanno occupato la tensostruttura».

Eppure per le 18 il movimento ha confermato il primo appuntamento in programma: “Italia, Europa, quale sovranità?”, al quale partecipano il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano e il senatore della Lega Nord Raffaele Volpi. Al raduno avevano aderito, spiega il quotidiano diretto da Ezio Mauro, esponenti di Forza Italia, del Carroccio e di Scelta civica.

 

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