Roma Vigili Urbani, il concorso con i voti cambiati finisce al Tar

di Tommaso Caldarelli | 10/09/2015

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Roma Vigili Urbani, il concorso con i voti cambiati finisce al Tar, in un diluvio di dubbi e di parole nei ricorsi dello studio legale Gallone & Urso che difende davanti ai giudici amministrativi 500 fra gli esclusi, secondo i ricorrenti senza motivo, del bando per l’assunzione di 200 caschi bianchi nella polizia di Roma Capitale. Una storia che passa per il cambio di più commissioni, per i compiti corretti da una prima schiera di professori, cambi a cascata di esperti a cui era assegnato il compito di giudicare gli elaborati, una seconda commissione che fa crollare – con una coincidenza numerica davvero curiosa – il numero degli ammessi alla seconda fase.

ROMA VIGILI URBANI, IL CONCORSO CON I VOTI CAMBIATI FINISCE AL TAR

Il Messaggero, nell’edizione di oggi, con Michele Galvani ci spiega cosa stia succedendo davanti ai magistrati del Tar del Lazio.

Circa 500 concorsisti passati alla prima selezione ed esclusi alla seconda, hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo attraverso lo studio legale Gallone&Urso per chiedere «l’annullamento della rivalutazione degli elaborati » e ordinando «alla nuova amministrazione una nuova e diversa Commissione esaminatrice». In alternativa, «ove Codesto Tar non ritenesse necessario procedere alla rivalutazione degli elaborati, ammetta i ricorrenti a sostenere con riserva la prova orale».

Il concorso risale al 2012, con l’insediamento della Commissione il 26 luglio di quell’anno; il 21 dicembre 2012 alla Nuova Fiera di Roma si svolge il concorso, per passare il quale era necessario conseguire una votazione di almeno 7/10. Ma da quel momento in poi la commissione incappa una serie di inciampi, conseguenti ad avvisi di garanzia e dimissioni a cascata dei membri.

Infatti 2263 candidati conseguivano l’idoneità alla prova scritta, mentre soli 408 risultavano non idonei.Ma a questo punto, il 9 maggio 2013 (giunta Alemanno), sul sito delComuneappare un comunicato: «Agli uffici capitolini è stato chiesto di nominare una nuova Commissione per il Concorso di Istruttore di Polizia Municipale ». Dietro la decisione, un’inchiesta pendente sul comandante dei vigili Angelo Giuliani. La nuova Commissione, composta dal presidente Costantino Salvatore e dai membri Attilio Vallante e Angela Raimondo, ancor prima di iniziare i lavori, si ferma: il presidente si dimette per ragioni strettamente personali. Il 14 febbraio 2014, veniva nominato nuovo presidente della Commissione Alberto Capuano:mail 4 marzo, sempre per motivi personali, anche Capuano lascia. A questo punto, il 25 marzo 2014 veniva nominato nuovo presidente Vincenzo Greco, insieme al componente Raffaele Grande.

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La nuova commissione, insediata, ricorregge da capo tutti gli elaborati. E cosa accade? Lo racconta il punto 28 del ricorso. 

«Rispetto alla prima correzione, dopo la quale risultavano esserci 2263 candidati idonei e 408 inidonei, all’esito della ricorrezione compiuta dalla nuova Commissione, risultano esserci 408 candidati idonei e 2263 candidati inidonei.A parte la singolarissima coincidenza di vedere esattamente invertito il rapporto fra idonei e non idonei, è rilevantissimo lo scostamento della seconda correzione rispetto alla prima, pur avendo le due Commissioni esaminatrici, utilizzato, o perlomeno dovuto utilizzare, imedesimi criteri di correzione. E i verbali delle operazioni concorsuali non recano alcuna indicazione o motivazione che possa giustificare le ragioni di tale rilevantissimo scostamento tra le due valutazioni che ha portato la graduatoria provvisoria degli idonei dall’85% al 15%». E ancora: «La Commissione, avrebbe dovuto quanto meno fornire una motivazione delle ragioni per cui ciò sia accaduto, dissipando così i fortissimi dubbi che, allo scopo di liberarsi di una lunga graduatoria di idonei dalla quale attingere negli anni a venire, la Commissione abbia operato mossa dall’intento di bocciare il maggior numero possibile di candidati»

Non solo; lamenta il ricorso che i nominativi dei candidati erano visibili in sede di correzione, e che alcuni compiti riportavano visibili sul margine sinistro dell’elaborato una sorta di strano segno. E per la verità, Vincenzo Greco, presidente della Commissione, intervistato dal Messaggero, conferma, salvo poi negare in qualsiasi modo che tali segni possano aver influito sul procedimento di correzione.

Nel ricorso, gli avvocati parlano di 226 compiti con uno stesso segno, un fiorellino, in alto a sinistra. Avete notato compiti riconoscibili?
«Sì, avevano dei segni sul margine sinistro, se ricordo bene. Lo abbiamo anche verbalizzato».

Perché allora non li avete annullati?
«Perché erano segni sfumati, potevano anche essere errori della fotocopiatrice »

Il ricorso sostiene che il numero degli idonei sarebbe crollato per fare un “favorino” all’amministrazione, concedendogli di assumere meno caschi bianchi e far così fronte ai problemi di costi; illazione che il presidente della commissione respinge recisamente.

Gli avvocati dei candidati prima promossi e poi bocciati, sospettano che dal Comune possano esserci state delle “pressioni” per ridurre il numero degli idonei, anche per una questione di costi delle eventuali assunzioni…
«Ma che pressioni! La commissione ha lavorato in completa autonomia. Su questo punto, voglio essere estremamente chiaro: nessuno ci ha detto nulla durante le valutazioni. Il processo è stato indipendente e trasparente»