Jobs Act, via libera dal Governo agli ultimi quattro decreti attuativi

di Maghdi Abo Abia | 04/09/2015

Jobs Act

Jobs Act, un nuovo modulo necessario in caso di dimissioni, estensione degli ammortizzatori sociali a 1,4 milioni di lavoratori, stabilizzazione della Naspi a 24 mesi e definizione nell’uso di informazioni personali di strumenti forniti all’azienda come tablet e cellulari, l’avvio di “nuove” politiche attive dal prossimo gennaio. Queste le novità degli ultimi quattro decreti attuativi del Jobs Act approvati dal Governo e presentati dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in conferenza stampa. Con un messaggio: la riforma delle pensioni non è detto che trovi spazio nella prossima legge di stabilità.

Jobs Act
ANSA/ANGELO CARCONI

JOBS ACT, AMMORTIZZATORI SOCIALI A 1,4 MILIONI DI DIPENDENTI

Per quanto riguarda l’estensione degli ammortizzatori sociali a 1,4 milioni di dipendenti senza copertura, ovvero quelli impiegati in aziende da 5 a 15 dipendenti, Poletti ha spiegato che «è stata realizzata una sorta di testo unico oggi ed estesa copertura e stabilizzato la Naspi a 24 mesi in maniera stabile e in futuro e stabilizzati». Per quanto riguarda invece il sistema di controlli sul posto di lavoro, il ministro ha spiegato che la vecchia normativa riguardava solo le telecamere che osservano o un luogo o una linea mentre non c’era normativa riferita agli strumenti di lavoro come tablet e cellulari.

JOBS ACT, POLETTI: «OK CONTROLLI A DISTANZA MA SOLO NEL RISPETTO DELLA PRIVACY» –

«La vecchia normativa -ha continuato il ministro- diceva che per installare l’impianto serviva l’accordo del sindacato o l’autorizzazione dell’ufficio territoriale del ministero del Lavoro. Le immagini se potevano o non potevano essere usate ai fini disciplinari era un tema rimesso al magistrato. In sostanza si estende nell’intervento agli strumenti di lavoro quali tablet, cellulari eccetera. Abbiamo dichiarato che l’utilizzo di queste informazioni può essere fatta solo nel rispetto delle norme sulla privacy. Non possono essere usati sistematicamente come strumenti mirati al controllo delle attività e del comportamento dei lavoratori perché la norma sulla privacy lo vieta. Oggi la norma sull’autorizzazione sindacale e del ministero continua a valere per gli impianti, come le telecamere, ma non è necessaria per tablet e cellulari».

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JOBS ACT, RESTA L’AUTORIZZAZIONE SUGLI IMPIANTI FISSI

Rispetto agli impianti fissi, continua il ministro Poletti, viene chiesto «esplicitamente oltre all’autorizzazione del sindacato o dal ministero che ci sia una preventiva e congrua informazione dei lavoratori, sia per impianti fissi che strumenti di lavoro. Non possono essere installate sugli strumenti di lavoro applicazioni o simili che abbiano come funzione il controllo perché se si facesse quello strumento ricadrebbe nella normativa degli impianti fissi che richiedono autorizzazione».

JOBS ACT, POLETTI: «RIVOLUZIONATO IL MECCANISMO DELLE DIMISSIONI»

Rivoluzionato anche il meccanismo delle dimissioni. Niente più dimissioni in bianco da firmare prima di usarlo quando faceva più comodo. Servirà un documento specifico e datato scaricabile solo dal ministero del lavoro: «Le dimissioni saranno valide solo in questo caso. Se non hai quelli le dimissioni non sono valide. Si tratta di un dato di civiltà importante. Come si fa a capire se la lettera è stata firmata il giorno dell’assunzione o al momento delle dimissioni?». E per chi chiede se ci sono rischi d’incostituzionalità, Poletti chiude sicuro: «I decreti sono pienamente validi».

(Photocredit copertina ANSA/MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)

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