Marino su Gabrielli: «La sua ricognizione dimostrerà i nostri risultati»

di Redazione | 01/09/2015

franco gabrielli

Ignazio Marino risponde con una delle sue solite alzate di spalle alle parole pronunciate ieri dal prefetto Franco Gabrielli, alla sua prima uscita pubblica dopo essere stato investito dai nuovi “poteri speciali” per la gestione del Comune di Roma. «Le parole di Gabrielli? Ha ribadito quali sono le attribuzioni del sindaco e quali quelle del prefetto. Che altro dovrei aggiungere?», è stato il commento di Marino alle frasi del prefetto, che al primo cittadino della Capitale aveva rivolto anche qualche battuta («Marino? L’ho sentito tra un’immersione e l’altra…»). Scrive Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera:

Apparentemente, né le battute («Marino? L’ho sentito tra un’immersione e l’altra…») né le considerazioni più serie («non farò il notaio: tra i poteri del prefetto c’è anche lo scioglimento del Comune»), sembrano scalfirlo: «Basta gossip o chiacchiericci. Voglio parlare solo per canali istituzionali», fa sapere Marino l’americano.

 

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Il sindaco, bene attento a non entrare in polemica con Gabrielli e ad evitare le repliche, si dice sicuro che il lavoro del prefetto non farà altro che dimostrare i succcessi della sua attività amministrativa. Continua Menicucci sul Corriere:

E però, in costante contatto coi suoi uomini in Campidoglio — dal vicesindaco Marco Causi all’assessore alla Legalità Alfonso Sabella — il sindaco ci tiene a rimarcare la sua posizione: «Fui io — ricorda — a chiamare gli ispettori del ministero dell’Economia, appena mi sono insediato a Palazzo Senatorio, per controllare i conti del Campidoglio. E ora, allo stesso modo, sono sempre io a poter dire che degli otto punti indicati da Alfano ne abbiamo già rispettati sedici: abbiamo già fatto il doppio di quanto ci chiede il ministro dell’Interno». Perché, nella vulgata romana, il Comune avrebbe già fatto quasi tutto quello che c’era da fare: procedure sugli appalti, stop agli affidamenti diretti, rotazione dei dirigenti («perché noi non li possiamo licenziare, solo spostare di ruolo», si lamenta Marino), interventi sulla centrale degli acquisti. E anche il fatto che, secondo indiscrezioni del Viminale, Gabrielli sarebbe furibondo con lui, non lo toccano. Marino dice di andare avanti per la sua strada: «Ha detto che non farà il notaio? Ben venga. La sua ricognizione potrà solo dimostrare gli straordinari risultati che abbiamo già raggiunto», fa sapere il sindaco ai suoi.

(Foto di copertina: Ansa / Alessandro Di Meo)