Coppia uccisa a Palagonia, sospettato un ospite del CARA di Mineo. E la figlia delle vittime accusa lo Stato

di Redazione | 30/08/2015

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Aggiornamento: lunedì 31/08, ore 16.30 – Rosita Solano, primogenita delle due vittime, è intervenuta anche nel corso di Pomeriggio 5. In collegamento da Palagonia, la donna ha detto alle telecamere del programma di Barbara D’Urso che «Lo Stato deve tutelare i cittadini italiani». E chiede ancora una volta di incontrare Renzi o Alfano

Aggiornamento: lunedì 31/08, ore 14.00 –  Dopo le parole della figlia delle vittime, che ha attaccato lo Stato e chiesto a Renzi di spiegare, è scoppiato un caso politico.Dal proprio profilo Fb è stato il leader della Lega Nord Matteo Salvini ad attaccare il governo sull’immigrazione:

La figlia della coppia uccisa a Catania: “È colpa anche dello Stato se i miei genitori sono stati uccisi, perché…

Posted by Matteo Salvini on Lunedì 31 agosto 2015

 

Aggiornamento: lunedì 31/08, ore 11.00 – «Rosita Solano, la figlia delle vittime, accusa: «Il governo italiano, il popolo italiano è messo in balia di tutta questa gente perché non fanno altro che accogliere, accogliere ma non si accoglie per accogliere. Vengono qui a rubare, ad ammazzare. Il governo, i ministri chi lo sa, prendono soldi in cambio di questi umani e poi rimangono in Italia, a fare che cosa? Ad essere accolti nei centri di accoglienza dove sputano sul piatto che gli si viene dato? Vengono a maltrattare le persone che li ospitano? Vogliono questo, vogliono quello…», ha attaccato.

Intanto, il direttore del Cara di Mineo Sebastiano Maccarrone ha spiegato come all’interno del centro per richiedenti asilo tutti «sono sconvolti»: «Se è stato lui è una tragedia nella tragedia, per le persone uccise e per l’integrazione. Ho parlato con alcuni migranti e tutti si sono dissociati dall’accaduto, se è stato lui. Per l’efferato delitto e perché, dopo un piccolo passo avanti verso l’integrazione, ne abbiamo fatto dieci indietro».

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Duplice omicidio a Palagonia, in provincia di Catania: una coppia di 70enni, marito e moglie, è stata ritrovata nella propria abitazione. Il delitto è stato particolarmente efferato: l’uomo è stato ritrovato sgozzato, la donna sarebbe stata buttata giù dal balcone. Si sarebbe trattata di una rapina finita male.

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ANSA/ DOMENICO TROVATO

SOSPETTATO UN OSPITE DEL CARA DI MINEO –

Secondo quanto si apprende, la polizia sarebbe arrivata alla casa indagando su un telefonino sospetto, ritrovato insieme a un computer e a una videocamera in un borsone di un uomo di nazionalità ivoriana, ospite del CARA di Mineo, che dista una decina di chilometri dalla casa di Palagonia. Gli agenti sarebbero arrivati presso l’abitazione per un controllo e avrebbero trovato la coppia massacrata. Sull’ivoriano, fermato per ricettazione, sono in corso i controlli delle forze dell’ordine. Nel tardo pomeriggio di domenica è giunta la notizia che sugli abiti dell’ivoriano sarebbero state trovate tracce di sangue: sono in corso le opportune verifiche per stabilire se quel sangue sia quello delle vittime. L’uomo, un giovane di 25 anni, ha respinto ogni accusa, dicendo di aver trovato il cellulare, ma di non averlo rubato.

LE VITTIME –

L’uomo si chiamava Vincenzo Solano, aveva 68 anni ed è morto dissanguato. Ha un taglio profondo alla gola. La moglie ha due anni in più, è di origine spagnola e si chiamava Mercedes Ibanez. È stata trovata sotto un balcone dal quale, presumibilmente, è stata scaraventata giù.

IL RACCONTO DEL NIPOTE –

«La polizia di Stato è risalita alla famiglia dei miei zii dopo aver chiamato stamattina con il telefonino di mio zio mia cugina che vive nel nord Italia: eèstata lei a dare alle forze dell’ordine l’indirizzo di casa». È il nipote della coppia uccisa a ricostruire all’ANSA come sono andate le cose: il telefonino in questione era stato trovato in possesso dell’uomo di nazionalità ivoriana ospite del Cara di Mineo. «Mio zio – ha proseguito il nipote – Non aveva nemici, non aveva collaboratori in casa e non era un razzista, perché rispettava la vita umana e le diversità, cosa che io non farò più se le ipotesi che girano saranno confermate. Non si può essere sgozzato per poche centinaia di euro. Mio zio – ricorda – aveva lavorato per molti anni in Germania alla Mercedes, e lì aveva conosciuto sua moglie, che era dipendente di un pastificio. Hanno due figlie: una vive a Palagonia l’altra nel nord Italia. Una famiglia tranquilla di grandi lavoratori. Ieri sera, come sempre, i miei zii hanno cenato da mia madre e poi sono tornati a casa e oggi abbiamo scoperto questa grande tragedia».

(Photocredit copertina: ANSA – immagine di repertorio)