Nuovo centrodestra a rischio implosione: in bilico tra Renzi e centrodestra

di Redazione | 25/08/2015

L’addio annunciato dall’ex ministro Nunzia De Girolamo rischia di non essere l’unico tra le fila del Nuovo Centrodestra. Il motivo? Le accuse della deputata al ministro dell’Interno Angelino Alfano di volersi «aggregare al centrosinistra», così come al partito di essersi ormai trasformato nel “Nuovo centrosinistra“, sono condivise da una parte delle truppe parlamentari (69 in totale, tra deputati e senatori, ndr). E non mancano i timori per quello che sarà il futuro degli stessi eletti, qualora Alfano finisca realmente per portare Ncd in direzione dem. O quantomeno scelga un rapporto stabile con lo stesso Partito democratico. Tradotto, per gli ex “diversamente berlusconiani” è ormai tempo di scegliere, in vista delle amministrative del 2016: restare nel centrodestra o “abbracciare” il PD? Al di là degli scenari, l’impressione è che evitare una scissione – o peggio, l’implosione stessa del partito – possa essere presto complicato per Alfano.

 

 Leggi anche: Nunzia De Girolamo lascia NCD

NCD, RISCHIO IMPLOSIONE –

Le convergenze tra Pd e Ncd a livello locale sono già state una realtà in diversi comuni siciliani nell’ultima tornata di amministrative. Ma ora è la strategia scelta dal fedelissimo di Alfano nell’isola, Giuseppe Castiglione, a irritare quell’area del partito che non vuole saperne di rifugiarsi in casa dem. E che non condivide le possibile scelte del sottosegretario e segretario regionale del partito (già finito coinvolto nell’affaire del Cara di Mineo e “salvato” dal Pd in Aula dalle mozioni di sfiducia delle opposizioni, ndr), ormai pronto ad allearsi con i democratici siciliani.

Di certo, la posizione pro-dem di Castiglione non è isolata nel partito. In Campania, dove la neofuoriuscita De Girolamo convinse i vertici a correre con Caldoro alle ultime Regionali, ora è Gioacchino Alfano a spingere verso la ricostruzione di un’area moderata e verso il Nazareno: «Nel Pd di Renzi sta prevalendo una mentalità pragmatica, risolutrice, moderata e non ideologica […] Non capisco come De Girolamo possa scegliere di aderire a una coalizione nella quale oggi il leader incontrastato è Salvini». Con un chiaro messaggio diretto in casa dem, in vista delle elezioni per il comune di Napoli: «Per la scelta del candidato sindaco di Napoli non ci faremo più dettare i tempi da nessuno. Alla gente non interessa più se sei di destra o di sinistra ma soltanto se risolvi i problemi. Dunque in breve tempo si decida cosa si vorrà fare della città di Napoli. Noi, anche con il Pd, ci siamo». Se non è una promessa di matrimonio, poco manca.

NCD, BIG IN ATTESA –

Tutto mentre i big del partito restano in attesa. Compreso Renato Quagliariello, che aspetta ancora il promesso ministero. E poi c’è Lupi, che faticherebbe non poco a gestire una Ncd in asse con il Pd in Lombardia. Renato Schifani, considerato invece più vicino all’area che punta verso la ricomposizione del centrodestra, ha smentito di aver incontrato Berlusconi e di aver raccontato al Cav il suo disagio, così come riportato dal Corriere della Sera. Di certo, però, le perplessità non mancano. Ci sono esponenti come Giovanardi o Formigoni che non hanno alcuna intenzione di “morire renziani”. E se c’è chi, come la ministra Beatrice Lorenzin e i fedelissimi di Alfano, sono considerati invece parte della truppa filorenziana, tanti altri mal sopportano la prospettiva di continuare l’alleanza con il Pd. E l’idea di trasformarsi in una sorta di “Margherita 2.0”, che rappresenti l’area destra dem. O di un ipotetico Partito della Nazione. Non è un caso che stia crescendo nel partito un’area che si tiene pronta per un eventuale strappo. Non subito, certo. Ma l’impressione è che le amministrative del 2016 possano essere decisive.