Franco Siddi consigliere Rai. Può calare il sipario sulla “Rottamazione”. E sul merito.

di Marco Esposito | 04/08/2015

franco siddi

Franco Siddi. Le agenzie battono il nome di Franco Siddi come nuovo consigliere di amministrazione Rai, “eletto” in quota Partito Democratico. Stropiccio gli occhi e rileggo: c’è scritto proprio Franco Siddi. A lungo tempo segretario generale della Fnsi, il sindacato nazionale dei giornalisti; oggi, all’età di sessantadue anni, approda a Viale Mazzini. E’ l’uomo che ha voluto e firmato l’accordo dell’Equo compenso, un accordo bollato dall’Ordine dei giornalisti e dal Tar del Lazio come favorevole agli editori e “lesivo” della dignità professionale di giornalisti. Per un sindacalista, un bel risultato.

Franco Siddi

Noto per la sua poca capacità di accettare le critiche – basta vedere le persone che ha bloccato su twitter (compreso il sottoscritto) – Siddi passerà alla storia del sindacato italiano per aver firmato il peggior accordo sindacale della storia del giornalismo italiano.

Infatti, l’ex rappresentate dei giornalisti italiani – o più che altro di quelli contrattualizzati – siglò il famigerato accordo del cosiddetto “equo compenso“. Un atto che ha messo nero su bianco la possibilità degli editori di sfruttare migliaia e migliaia di free lance, con tanto di benestare sindacale.

Un accordo tanto iniquo che il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, che votò contro quell’accordo nella commissione che doveva stabilire l’applicazione dell’equo compenso stesso, lo bollò come frutto dell’inciucio tra Fnsi e editori.

 

Un colpo, quello inferto da Siddi, teso a colpire un’intera generazione, quella degli under 40, che, evidentemente, Siddi non sentiva di rappresentare. Un accordo, quello sottoscritto dal neo consigliere di amministrazione Rai, che fu ampiamente criticato sul web e diede luogo ad una manifestazione spontanea contro lo stesso Siddi. Quel provvedimento  – come riprova del pessimo lavoro svolto da Siddi – fu bocciato dal Tar del Lazio che ne ha annullato i termini lo scorso Aprile. I giudici amministrativi annullando l’accordo scrissero

appare immediatamente lesiva della dignità professionale dei giornalisti privi di lavoro dipendente, che espone al rischio costante di non vedere riconosciuta la propria professionalità

Oggi, incredibilmente, dal Partito Democratico, guidato da un nato nel 1970, arriva il premio per lo stesso Franco Siddi. Un uomo legato da sempre alla carta stampata, e che con la televisione ha ben poco a che fare.

Sulla rottamazione e sul merito può cadere il sipario.