Mafia Capitale, gli interrogatori choc di Salvatore Buzzi: “Il Pd mai così esoso”

Mafia Capitale, negli interrogatori di Salvatore Buzzi emergono nomi nuovi. In particolare Buzzi avrebbe detto di aver versato “Soldi anche per un uomo vicino a Nicola Zingaretti e Ignazio Marino“, cioé Peppe Cionci, imprenditore, che in un servizio esclusivo del Tg La7 sul tema, si dice essere la persona che raccoglie fondi per le campagne elettorali del presidente della Regione Lazio e il sindaco di Roma. Sono moltissimi i nomi che spuntano fuori dal presidente del sistema 29 Giugno, ritenuto dagli inquirenti il braccio economico-politico di quella Mafia Capitale guidata da Massimo Carminati, l’ex terrorista dei Nar.

MAFIA CAPITALE, NEGLI INTERROGATORI DI SALVATORE BUZZI: “SOLDI PER L’UOMO DI ZINGARETTI E MARINO”

Nel Tg diretto da Enrico Mentana, il servizio esclusivo.

Luca Odevaine, uomo per molte stagioni della politica romana – già vice capo di Gabinetto di Walter Veltroni e al vertice della Polizia Provinciale – racconta degli appalti in Regione: “La gara per il Calore, la fornitura di energia agli ospedali del Lazio – un appalto da 1,25 milioni – era organizzato in maniera certosina: 6 lotti alla maggioranza, uno all’opposizione con Luca Gramazio, capogruppo PdL alla Regione Lazio, che coordinava la partita”. Per il Comune, a descrivere il sistema e a mettere in mezzo nomi grossi, è sempre lui, Salvatore Buzzi: “Noi abbiamo sempre sostenuto il Partito Democratico in campagna elettorale, ma essere affrontati in quella maniera direttamente in consiglio comunale non ci era mai capitato. Così”, continua Buzzi, “il Pd non l’avevamo mai pagato”.

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MAFIA CAPITALE, SALVATORE BUZZI FA I NOMI

Ed escono i nomi: sempre stando a quanto riferito, Luigi Nieri, vicesindaco di Roma Capitale per Sel, avrebbe fatto assumere “quattro persone”; Fabrizio Panecaldo, capogruppo Pd e coordinatore della maggioranza, era “insistente”; Francesco d’Ausilio, ex capogruppo, avrebbe ricevuto 22mila euro per il tramite della sua segreteria; Andrea Tassone, presidente del Municipio di Ostia, avrebbe preso 22mila euro per la pulizia del verde e 6mila euro per la manutenzione delle spiagge. Mirko Coratti sarebbe stato ancora più netto: “Il CdA di Ama è roba nostra, ci devi pagare per parlarci”. Il sistema era chiaro: per ogni appalto che la 29 Giugno si assicurava, doveva tornare al politico di riferimento “il 3, il 4, il 5%”, dice Buzzi nell’interrogatorio: “Pagai anche Giordano Tredicine”, ma, e l’affermazione è importante, “non Daniele Ozzimo. Lui garantiva il mondo delle Cooperative e per noi era importante, sostenemmo la sua campagna elettorale, in chiaro”. In conclusione, Buzzi avrebbe detto al magistrato: “Io non ho ancora capito dove mi accusate di Mafia. Sulla corruzione ho capito tutto, ma sulla Mafia no”.

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