Sei consigli per mantenere il posto di lavoro

di Redazione | 31/07/2015

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Come mantenere il posto di lavoro

, una domanda sempre attuale alla luce di una congiuntura economica che nel nostro Paese continua a non essere positiva. Grazie alle opinioni di diversi esperti attivi in società come Manpower o responsabili delle associazioni industriali, il quotidiano svizzero Blick ha compilato una lista di sei consigli su come mantenere il posto di lavoro.

    • Aprirsi nuove prospettive. Uno degli errori più gravi in questo momento è rinchiudersi sulla propria occupazione se si è insoddisfatti. Guardarsi in giro alla ricerca di nuove possibilità è assolutamente consigliabile, e per farlo bisogna agire con convinzione. Un sentimento che può maturare solo dopo un serio esame di coscienza sulle proprie qualità, e su come siano utilizzate nell’attuale professione.
    • Lavorare su stessi. Dipendenti competenti, molto formati e con spiccate qualità personali sono oro per i datori di lavoro. Tanto più ci si sente adatti alla propria professione, maggiore sarà la soddisfazione (economica) per chi ci retribuisce. L’aspetto centrale è la padronanza della propria professionalità, che non è affatto un’ovvietà. Per questo motivo è importante essere proattivi, e accanto a una formazione specifica sviluppare il maggior numero di competenze possibili nelle lingue straniere così come nell’IT. Negli uffici le capacità di utilizzare i computer così come i social media hanno acquisito un’importanza crescente.
    • Andare d’accordo con tutti. I primi dipendenti che sono licenziati sono quelli che danno maggiori problemi sul piano personale. Sul posto di lavoro è un errore drammatico rinchiudersi su se stessi, e non sviluppare buone relazioni con i colleghi. La capacità di lavorare in team è indispensabile nel lavoro odierno, e in un mondo così interconnesso le competenze sociali sono ormai irrinunciabili. Chi è apprezzato tra i proprio colleghi di lavoro consolida la propria posizione in azienda. Al contrario, chi è vissuto all’interno del proprio ufficio come un problema per il lavoro altrui rischia più facilmente il licenziamento.

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  • Diventare flessibili. Tutti parlano di flessibilità, e a ragione. L’innovazione tecnologica ha reso il mercato così dinamico che ciò che è di successo in un determinato momento può diventare causa di fallimento poco tempo dopo. Chi non rimane flessibile e pronto al cambiamento, rischia l’esclusione. La flessibilità è ormai irrinunciabile, visto che sul posto di lavoro sono ormai chieste continuamente nuove competenze così come la predisposizione a cambiare mansione. Una tendenza che rende il lavoro più faticoso e difficile, ma anche più interessante, visto che soluzioni creative sono possibili. Una possibilità per diventare più flessibili è lo svolgimento di periodi a occupazione part-time, oppure in aspettativa, per studiare nuove competenze utili per la propria professionalità.
  • Approfittare delle proprie reti personali. Nel lavoro contemporaneo si entra in contatto con numerose persone, tra clienti, fornitori, rappresentanti delle aziende o concorrenti. Tutti possono aiutare, e ciò vale anche per amici e conoscenti. Molte persone trovano un’occupazione grazie alle proprie reti personali, e queste devono essere continuamente ascoltate per ricercare nuove opportunità. In molti settori è poi indispensabile ormai avere un profilo su social network come LinkedIn.
  • Lottare per il proprio posto di lavoro. La lotta per difendere il proprio posto di lavoro deve iniziare prima del licenziamento, perché le riduzioni della forza lavoro possono essere anticipate talvolta anche con largo anticipo. Appena si notano turbamenti significativi, i dipendenti si devono attivare prima possibile. Vale la pena proseguire la battaglia anche dopo che l’azienda ha preso la decisione del licenziamento, attivandosi con i sindacati. Spesso è possibile trovare una soluzione positiva, come mostrano numerose vertenze industriali conclusesi in modo assai diverso dalla fase iniziale.

Photocredit: Oli Scarff/Getty Images