Mafia Capitale, pronto il terremoto: dirigenti rimossi e municipi commissariati

Mafia Capitale, pronto il terremoto con la relazione di Franco Gabrielli che dovrebbe essere pubblicata fra oggi e domani, e che è stata già inviata al ministro dell’Interno Angelino Alfano: nessuno scioglimento, come anticipato, del comune di Roma e della giunta di Ignazio Marino per mafia, ma dirigenti nominati con nome e cognome, 21 funzionari, che saranno rimossi o allontanati dalla macchina comunale sopratutto in tre dipartimenti – Casa, Sociale, Ambiente – e tre municipi che saranno commissariati e accompagnati velocemente a nuove elezioni: Ostia, Tor Bella Monaca, Montesacro.

MAFIA CAPITALE, PRONTO IL TERREMOTO: DIRIGENTI RIMOSSI E MUNICIPI COMMISSARIATI

In Campidoglio si respira aria pesante. Ce la racconta Giovanna Vitale sulla Cronaca di Roma di Repubblica.

Se è ormai certo che il Campidoglio non verrà sciolto per mafia – anche se tre dipartimenti- chiave infiltrati dalla criminalità saranno commissariati e tre giunte municipali azzerate, con l’invio di vice-prefetti a guidarle verso nuove elezioni – assai più incerta appare la cosiddetta “ fase 2”, quella della ripartenza dopo il terremoto giudiziario. Nessuno è al momento in grado di dire in che cosa consisterà, se riguarderà soprattutto i vertici della macchina amministrativa, come immagina il sindaco, o anche gli assessori, come insistono a chiedere i falchi renziani. Ai quali ieri Marino ha indirettamente risposto, facendo chiaramente capire di non pensare affatto a un rimpasto, né mini né maxi. Eccezion fatta, s’intende, per la sostituzione di eventuali dimissionari, a partire da Improta. «Una giunta così questa città forse non l’ha mai avuta», ha infatti ribadito parlando agli eletti di Sel riuniti in Campidoglio. «Aspetto le conclusioni del prefetto Gabrielli e del ministro Alfano », è stata l’unica concessione fatta da Marino a una possibile trattativa, «ma superata questa fase mi guarderò negli occhi con la mia squadra per capire chi si sente nelle condizioni di triplicare gli sforzi». Chi vorrà, resterà; gli altri saranno rimpiazzati: il succo del discorso. Non esattamente il percorso indicato da Renzi e, in definitiva, neppure da Orfini. Il che aprirebbe, se pure la sponda del commissario pd dovesse venire meno, scenari non proprio rassicuranti per la prosecuzione dell’esperienza.

Il principale alleato del sindaco di Roma in questa fase risulta essere l’ala sinistra della coalizione, Sinistra, Ecologia e Libertà che anche ieri è tornata a schierarsi dalla parte del sindaco dem.

“Avevamo un cerchio di partiti che facevano cattiva politica. Parlo della consiliatura precedente ma anche dell’inizio di questa. C’erano persone che pensavano di gestire la cosa pubblica in modo non trasparente. Noi questo cerchio lo abbiamo interrotto» rivendica durante l’incontro con i vendoliani. Dicendo che se lui ci è riuscito, se «stiamo cambiando Roma con decisioni storiche» è perché«io ho concepito il mio ruolo per il bene e al servizio della città. Non sono un uomo che con la politica vuol far carriera». Accennando persino un sorriso quando il capogruppo di Sel Gianluca Peciola avverte: «Renzi sta giocando una partita su Marino. Chiediamo al sindaco di darci una mano a sottrarre Roma allo scontro politico. Ai romani non interessa nulla delle dinamiche all’interno del Pd, ma interessa la risoluzione dei problemi».

E il sindaco annuncia che da adesso in poi a tutte le riunioni di giunta sarà ammessa la stampa o sarà disposta la diffusione in streaming; Marino prova a resistere dunque alle pressioni sopratutto politiche che arrivano da Palazzo Chigi, anche se, come abbiamo riportato ieri, più di una persona nel circolo stretto di Matteo Renzi è tornata di recente a parlare di un’ipotesi che sembrava accantonata: le elezioni anticipate nella primavera del 2016 insieme a Roma, Torino, Milano e Napoli.

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MAFIA CAPITALE, “OSTIA COMMISSARIATA PER 18 MESI”

Sicuramente ad elezioni andrà il municipio di Ostia, dopo un commissariamento amministrativo che dovrebbe durare, suggerisce il prefetto, almeno 18 mesi, con l’invio di un rappresentante del governo. Il Messaggero nella Cronaca di Roma riporta l’intensità e la pervasività delle infiltrazioni criminali nel litorale, a partire dall’ex presidente di municipio Andrea Tassone, dimissionato dal Pd prima che venisse arrestato, citato nelle intercettazioni della seconda ondata di Mafia Capitale: “Tassone”, diceva Salvatore Buzzi, “è mio”.

L’ordinanza firmata dal Gip, Flavia Costantini, spiega che se segui i soldi, molti soldi, arrivi fino al X Municipio, dove la 29 Giugno e le altre coop vicine al duo Buzzi-Caraminati se la comandavano. Si parla di pulizia delle spiagge, di manutenzione del verde, di una torta di lavori da 1,2 milioni di euro. Non solo: secondo i giudici il X Municipio è «presidiato da amministratori compiacenti con Buzzi, da lui remunerati», il re della coop rossa «era sicuro di potersi appropriare di tali risorse con l’aiuto del presidente da lui corrotto». E qui si torna alla frase iniziale di Buzzi: «Tassone è nostro, solo nostro». Così quando c’è da fare avere un po’ di soldi dalla Regione ai Municipi (1,2 milioni) il consigliere regionale del Pdl, Luca Gramazio (arrestato) briga pensando al X. Ma sarebbe limitativo pensare che il problema di Ostia sia rappresentato solo dall’ex presidente (che ad oggi è sì agli arresti, ma solo indagato).

Ma anche senza il sistema Carminati – Buzzi, ad Ostia le cose non vanno certo per il meglio.

Nel fascicolo delle indagini s’ipotizza di un canale di dialogo tra Er Cecato e la malavita locale, a partire dal clan Fasciani: «Le indagini ulteriormente svolte, in particolare, le dichiarazioni rese dal collaboratore Roberto Grilli, il 17 dicembre del 2014, successivamente all’esecuzione della misura cautelare in carcere nei confronti di Carminati, hanno permesso di acquisire elementi probatori, inerenti il legame tra Carminati e il “clan Fasciani” di Ostia e la “fama criminale” del primo». Buzzi, in una intercettazione dell’ottobre scorso, spiega di volere prendere in concessione un chiosco sulla spiaggia ma – of course – bisogna parlarne con Massimo (Carminati) «che ha i contatti con la malavita locale». Perché a Ostia, funziona così, altro che libero mercato.

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