Referendum Grecia, ha vinto il no. Cosa succede adesso?

Referendum in Grecia: ha vinto il no al piano di accordo con il Paese ellenico presentato da Commissione Ue, Bce e Fmi nell’Eurogruppo del 25 giugno scorso. Ora si aprono nuovi scenari. Il futuro di Atene risulta più che mai incerto. Con il successo della linea di Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis, Bruxelles potrebbe prendere corpo un piano Grexit, per l’uscita della Grecia dall’area Euro.

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LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

REFERENDUM GRECIA, COSA SUCCEDE ADESSO –

Viste le divisioni sul tema in Europa è possibile l’esclusione di Atene da ogni piano di salvataggio. Si tratta di uno scenario drammatico, visto che le banche elleniche sono senza soldi e vicine alla bancarotta. Un nuovo accordo sarebbe inevitabile per salvarle. L’Eurogruppo, il coordinamento dei 19 ministri delle Finanze dell’eurozona, potrebbe spaccarsi tra chi vuole una nuova trattativa e chi preferisce invece la linea dura del Grexit.

REFERENDUM GRECIA, COSA SUCCEDE SUL PIANO POLITICO –

Sul fronte politico il successo del no rappresenta una sconfitta della linea di Angela Merkel e del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. L’esito del referendum di Atene ha consegnato una vittoria per il largo fronte del no, che, oltre a Tsipras in Grecia, comprende anche numerose formazioni euroscettiche  in numerosi Paesi dell’UE. In Italia si sono schierate dalla parte del no sia Sel che Movimento 5 Stelle, esponenti ex Pd, ed anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

REFERENDUM GRECIA, UNA NUOVA MONETA? –

Per quanto riguarda la cosiddetta Troika la posizione più delicata appare quella della Banca centrale europea. In assenza di un accordo la Grecia sarebbe fuori da ogni programma di aiuto e la Bce non potrebbe  più dare liquidità di emergenza alle banche elleniche tramite il programma ELA.  In una simile ipotesi, per finanziare le banche greche ed evitare la loro bancarotta, l’istituto centrale greco su ordine del governo potrebbe decidere di creare nuova moneta, di stampare una sorta di moneta parallela all’euro, delle cambiali circolari a uso interno. A questo proposito però il capo dei negoziatori greci, Euclid Tsakalotos, ha lasciato intendere che il governo greco non avrebbe intenzione di emettere una nuova moneta. Parlando all’emittente televisiva Star Tv dopo il risultato del referendum, Tsakalotos ha detto: «Non penso che ci cacceranno via» – ha dichiarato, riferendosi alla moneta unica.

REFERENDUM GRECIA, IPOTESI GREXIT –

Se, tra gli scenari possibili, dovesse prevalere il Grexit, i rischi per l’unione monetaria sarebbero assolutamente incerti. È quasi certo però che sul fronte interno greco l’economia risulterebbe nel giro di poco tempo ancora più disastrata. Con l’emissione di una valuta parallela ci sarebbe, secondo gli esperti, si verificherebbe una caduta del prodotto interno lordo ellenico di almeno il 10% in un anno. E l’economia greca non avrebbe risorse necessarie per tentare una rapida risalita.

(Foto di copertina: Ansa / Ap Photo / Petros Giannakouris)

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