I giudici svedesi interrogheranno Julian Assange a Londra

di Redazione | 16/06/2015

Ci sono voluti quattro anni e otto mesi. Ma finalmente i giudici svedesi hanno capitolato e hanno accettato di interrogare Julian Assange a Londra, cosa che per un lungo periodo hanno affermato di non poter fare.

Julian Assange alla finestra dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra  (Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)
Julian Assange alla finestra dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra (Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)

LA SVEZIA ALLA FINE SI È PIEGATA –

I giudici svedesi hanno presentato istanza presso le autorità di Gran Bretagna ed Ecuador per interrogare Julian Assange tra giugno e luglio. Il quarantatreenne australiano è bloccato nell’ambasciata dell’Ecuador dal giugno 2012, per evitare l’estradizione in Svezia, da dove teme di essere poi mandato negli Stati Uniti. Numerose richieste da parte dei suoi difensori, che hanno chiesto a Stoccolma di escludere un’eventuale estradizione negli Stati Uniti, sono state respinte dalle autorità svedesi, che in passato hanno anche categoricamente negato che fosse per loro possibile interrogare Assange a Londra.

COSA VUOLE LA SVEZIA DA ASSANGE –

Assange non è accusato di alcun reato, dev’essere sentito come testimone in un fumoso caso nel quale – non- è stato denunciato da due giovani svedesi che hanno avuto rapporti sessuali con lui. Un procedimento che da anni si trascina senza che nessuno abbia sottoscritto una sola accusa nei confronti del leader di Wikileaks e che è esploso dopo che Assange era già stato interrogato sul caso e aveva avuto il permesso per lasciare il paese della autorità svedesi, che poi hanno spiccato un mandato di cattura internazionale per sentirlo ancora.

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L’ASSEDIO DI ASSANGE NELL’AMBASCIATA DELL’ECUADOR –

Colpito dal mandato quando si trovava in Gran Bretagna, Assange poi ha dovuto cercare riparo nell’ambasciata dell’Ecuador, che gli ha offerto asilo, dalla quale però non può uscire senza essere estradato dai britannici, che da allora circondano l’edificio, e tradotto in Svezia.

Il sospetto, esplicitato dallo stesso Assange, è che questa lunghissima pantomima servisse a consegnare il leader di Wikileaks agli americani, che non è chiaro a quale titolo potrebbero perseguirlo e per quali reati, visto che Assange e Wikileaks non hanno mai commesso reati negli Stati Uniti e hanno solo prodotto informazione, attualità costituzionalmente protetta negli Stati Uniti.