Giochi europei Baku 2015: un autobus travolge tre nuotatrici austriache 15enni

di Boris Sollazzo | 13/06/2015

Sono immagini che non vorremmo mai vedere. Nel villaggio degli atleti di Baku, in occasione dei primi Giochi Europei (ed ultimi? Non c’è ancora una candidata per l’edizione 2019), una navetta opera una curva a gomito. Davanti ha un convoglio di atlete. Tre vengono travolte, con l’autista del pullman che non sembra accorgersi di nulla, né abbozzare una frenata. Una rimane a terra. Venticinque secondi di terrore. Tre nuotatrici austriache passano dalla gioia per una convocazione tanto desiderata e la voglia di vivere un’esperienza sportiva ed umana esaltante, alla tragedia. Nessuna delle tre è in pericolo di vita, ora, anche se Vanessa Sahinovic ha subito diverse fratture e dopo una lunga operazione – la prima di molte che subirà, quasi sicuramente non tornerà all’agonismo – ha visto la sua prognosi sciolta ed è stata fatta uscire gradualmente dal coma farmacologico indotto al suo ricovero.

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Vali Ahmadov, l’autista del mezzo, sarebbe stato arrestato poco dopo l’accaduto, due giorni fa, secondo fonti del ministro dell’Interno azero raccolte dall’agenzia di stampa locale APA. Delle tre specialiste di nuoto sincronizzato, solo Vanessa Breit, vittima di lesioni curabili in pochi giorni, è rimasta in Azerbaigian, sperando di poter gareggiare. Fuori causa, infatti, anche Luna Pajer, a causa della frattura del gomito. Tutte e tre le vittime hanno solo 15 anni.

C’è un giallo sul fermo dell’autista, segnalato da Meydan Tv, il media che per primo ha diffuso le immagini dell’incidente. Le istituzioni e le forze di polizia, infatti, fanno filtrare la possibilità che il conducente fosse ubriaco e alcuni giornalisti segnalano come nel villaggio l’alcol sia gratis, per atleti, lavoratori e anche autisti. Orxan Ahmadov, figlio dell’investitore, però, segnala come il padre mai abbia avuto problemi di alcolismo e che abbia un’esperienza ultraventennale di guida di mezzi pesanti: da lui arrivano accuse di abusi delle forze dell’ordine (venti ore di fermo e un duro interrogatorio senza avvocato difensore) e il sospetto che la tragedia nasca da una pessima manutenzione del mezzo. Difficile capire la verità: Meydan Tv, che non ha preso una posizione in merito, ma è l’unica ad aver diffuso questa testimonianza, è una delle tv più importanti a opporsi al governo attualmente in carica in Azerbaigian. Di contro, quest’ultimo ha puntato molto sui Giochi Europei per ottenere una chance per il sogno olimpico ed è interessato a chiudere il caso il prima possibile.