Fc Ingolstadt 04, le mani del gruppo Volkswagen sulla Bundesliga

di Maghdi Abo Abia | 26/05/2015

Fc Ingolstadt 04 gruppo Volskwagen

Il calcio tedesco ha una nuova stella. No, nessun giocatore ma una squadra che in soli 11 anni è riuscita a portare una città bavarese di 120.000 abitanti in Bundesliga, con l’obiettivo di rimanerci. Parliamo dell’Fc Ingolstadt 04, conosciuta anche con il nome “Schanzer“. E come ricorderanno i più attenti, Ingolstadt è anche la città in cui ha sede l’Audi, società principale finanziatrice della squadra di calcio attraverso il gruppo Volkswagen.

Fc Ingolstadt 04 gruppo Volskwagen
EPA/KARL-JOSEF HILDENBRAND/Ansa

Dopo il Wolfsburg, squadra della casa della Volkswagen, un’altra città potrà competere per il Meisterschale, il piatto d’argento che viene dato alla squadra vincitrice della Bundesliga. Secondo le regole del massimo campionato tedesco nessuna squadra può avere un azionista che sia in possesso della maggioranza delle azioni. L’Audi detiene solo il 19,94 per cento delle quote del sodalizio rossonero ma è presente in prima persona sia per la sponsorizzazione sia per lo stadio, l‘Audi Sportpark, inaugurato nel 2010 e capace di ospitare 15.000 persone.

L’Ingolstadt 04 ha vinto la zweite Bundesliga battendo nell’ultima giornata per 2-1 l’Rb Lipsia. Un’altra squadra dal potere economico forte. Rb sta per Red Bull, l’azienda di Dietrich Mateschitz che ha messo sul piatto 100 milioni di Euro per riportare il titolo in città dopo l’unico trofeo nazionale vinto nel 1913. Un risultato unico, un esempio diametralmente opposto a quello del Carpi, vincitore della Serie B italiana il cui costo sportivo di questa stagione è stato di 4,5 milioni di euro ma possibile grazie alla pianificazione sportiva.

Bundesliga.com ricorda che il 04 nel nome della società sta per “2004”, anno di fondazione del sodalizio rossonero nato dalla fusione tra ESV Ingolstadt e MTV Ingolstadt. La prima partita venne giocata contro il Borussia Mönchengladbach davanti a 4.086 tifosi. Una squadra giovane per una città giovane, che dal 1989 a oggi ha guadagnato 27.000 abitanti. I rossoneri sono stati promossi per la prima volta nella Zweite Bundesliga nel 2007/2008. Retrocedettero in terza divisione dopo una sola stagione salvo tornare in “Serie B” l’anno dopo. Una crescita che ha portato ad un aumento nel numero dei tifosi, come accadde in Italia con il Chievo Verona. Dai 4.000 spettatori della prima partita si è arrivati a 15.000 che affollano a ogni partita l’Audi Sportpark.

Anche il nomignolo del club, “Schanzer”, ha una sua storia. Questo termine risale al 1806, quando Ingolstadt divenne una città fortificata e venne identificata come “Die Schanze”, in italiano pressapoco “la trincerata”. E la parola “Schanzer” per questo è ancora oggi usata in Germania per indicare l’Fc Ingolstadt 04. Una squadra diventata vincente grazie alla guida dall’allenatore Ralph Hasenhüttl, austriaco, e dal suo vice, Michael Henke, già secondo di Ottmar Hitzfeld a Monaco di Baviera e di Nevio Scala al Borussia Dortmund. Le stelle della squadra? Marvin Matip, fratello di Joel Matip dello Schalke 04, l’australiano Mathew Leckie,, Stefan Lex e Lukas Hinterseer.

Con la promozione dell’FC Ingolstadt ora il Gruppo Volkswagen ha tre squadre in Bundesliga. Il Wolfsburg, di proprietà, l’Fc Ingolstadt 04 e il Bayern Monaco, di cui detiene l’8,33 per cento. Secondo le norme della Bundesliga, come detto in precedenza, di norma chi detiene la proprietà non può superare il 50,1 per cento delle azioni, con la maggioranza che deve rimanere in mano ai tifosi. Si è deciso però nel 2011 che le società che hanno sponsorizzato una squadra per 20 anni, con il consenso dei tifosi stessi, possono acquisire la proprietà della società stessa. Ed è accaduto per Wolfsburg e Bayer Leverkusen. Poi ci sono le polisportive al 100 per cento in mano ai tifosi, come lo Schalke 04.

Il prossimo anno ci saranno quindi tre derby per il gruppo Volskwagen. Uno vedrà addirittura contrapposte due squadre della stessa regione, appunto Bayern Monaco e Baviera, con l’Allianz Arena distante 80 chilometri dall’Audi Sportpark. Un successo per Audi, un successo per Ingolstadt, un successo per la Bundesliga. Un campionato che attira sempre più finanziatori e privati desiderosi d’investire nello sport per rilanciare il proprio marchio. In tutto questo però c’è un rischio. Quando inizia a diventare un affare privato tra pochi marchi, anche il prodotto perde d’interesse. Del resto Audi è sponsor anche di Amburgo, Werder Brema e Borussia Moenchengladbach. Anzi, l’amministratore delegato di Volkswagen Martin Winterkorn siede anche nel CdA del Bayern Monaco, come ricordato da Deutschlandfunk che aggiunge come in totale siano 16 le squadre sponsorizzate dalla casa automobilistica tra Bundesliga e Zweite Bundesliga.

Troppe. Il calcio tedesco rischia di trasformarsi in un mezzo utile per sviluppare una strategia di marketing ad uso e consumo del gruppo Volkswagen. Un’altra prova del potere economico all’interno del mondo del calcio e di come i grandi gruppi finanziari possano modificare le sorti di una squadra o di una società. O anche di come ormai ex Paperoni come Silvio Berlusconi non possano reggere il confronto con simili corazzate. D’altro canto non si può restare indifferenti davanti ad una simile concentrazione di squadre da parte del gruppo VW. (Photocredit copertina Armin Weigel/dpa/Ansa)