Equitalia, anagrafe sommersa di cartelle: i dipendenti scioperano

Equitalia, l’anagrafe comunale è sommersa di carta dei faldoni dei tributi e delle cartelle esattoriali che si ammucchiano senza poter essere correttamente processate, per colpa di procedure farraginose e inefficienti: i dipendenti dell’anagrafe di Via Petroselli hanno deciso dunque un’agitazione sindacale per giovedì, quando andranno sotto le finestre del Comune di Roma a protestare.

EQUITALIA, ANAGRAFE SOMMERSO DI CARTELLE

Il Messaggero nella Cronaca di Roma riporta i termini della protesta.

La Casa comunale nasce come deposito di atti giudiziari provenienti da diversi enti pubblici (Corte di Appello di Roma, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza). Dal 2007 si sono aggiunte le cartelle esattoriali di Equitalia e questo ha determinato la crescita esponenziale e incontrollata dei flussi cartacei. Presso la Casa comunale annualmente transitano più di 670mila atti, con una ricaduta di circa 73mila utenti.

I Cobas dei dipendenti lamentano il fatto che non si sia mai proceduto ad una “seria decentralizzazione” dei servizi municipali, così tutti i cittadini romani sono tenuti a recarsi presso l’anagrafe centrale, che peraltro deve gestire tutto su carta perché nonostante la legge imponga la dematerializzazione, gli uffici e la stessa Equitalia sono molto indietro su questi obiettivi, col risultato di sommergere gli uffici di carta su carta.

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I SINDACATI: “TROPPA CARTA E INEFFICIENZE”

Inefficienze ulteriori sono causate dal fatto che c’è una sovrapposizione di competenze fra Equitalia, che è concessionaria nazionale del servizio di esazione , e Poste Italiane.

Equitalia è concessionaria, a livello nazionale, del servizio di riscossione (appalto a cui partecipa anche il Comune di Roma), e a sua volta subappalta a Poste la gran parte dell’attività di notifica degli atti. In mancanza di opportuni interventi di razionalizzazione, le sub-procedure di notifica e consegne a mano delle cartelle esattoriali continueranno ad essere uno dei punti deboli del processo, con una ricaduta negativa a danno dei cittadini, i quali arrivano a compiere anche 4 o 5 passaggi in differenti uffici (Poste, Equitalia, Casa comunale, ente impositore, Giudice di pace) per ritornare al punto di partenza.

Secondo i sindacati, la sede di via Petroselli rischia di essere addirittura “inagibile” ben presto, visto che è inzeppata di fascicoli di carta e faldoni inutili. Con una frequenza di oltre 300 cittadini al giorno, “Solo (circa) un quinto degli atti viene consegnato agli utenti che quotidianamente si presentano allo sportello, mentre il resto rimane in deposito, andando a incrementare in maniera crescente il quantitativo di atti da gestire e da archiviare”. La situazione secondo i lavoratori è al collasso.

Copertina: Anagrafe Roma / Wikimedia Commons

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