|

Cannes 2015: Il Piccolo Principe commuove mentre comincia il TotoPalma

CANNES 2015, IL PICCOLO PRINCIPE -RECENSIONE –

Era uno dei momenti più attesi dagli animi romantici del Festival di Cannes 2015 e forse anche per questo è stato programmato il penultimo giorno, quando i più cinici avevano già preparato le valigie o addirittura preso il volo, per tornare alle loro vite e seguire in streaming la premiazione domenicale.

IlPiccoloPrincipeBambina

Il Piccolo Principe di Mark Osborn porta al cinema la fiaba simbolo di diverse generazioni di bambini – e adulti “che non hanno dimenticato di esserlo stati” -, scritta da Antoine de Saint-Exùpery, avventuriero e scrittore, protagonista di una vita favolosa, nel senso letterale del termine, con tanto di fine misteriosa. E lo fa con grazia, un’estetica vintage che sposa i mezzi più moderni dell’animazione, quasi sempre in modo omogeneo, e non rovinando nulla. Perché, siamo sinceri, il terrore di tutti era che un racconto quasi sacro per molti bambini e che diversi adulti portano nel cuore, potesse essere “devastato” da un regista distratto o, peggio, lontano da quella poetica.

Il piccolo principe - recensione

LEGGI ANCHE: YOUTH, LA RECENSIONE DEL FILM DI SORRENTINO

Per introdurre una favola senza tempo, Osborne crea una sovrastruttura narrativa. Un altro piano di racconto. Apparentemente sembra sbagliato, ridondante, teso ad annacquare qualcosa di unico. E invece è la scelta giusta perché, forse, come in Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie, una porta, per quanto piccola, verso il mondo della fantasia, qui era necessaria. E allora come per Peter Pan, c’è una casa triste, in una città senza stelle. La abitano, in questo caso, due donne sole, con un unico obiettivo: il college più importante della città per l’obbediente rampolla. La mamma è stakanovista e infelice, la figlia una sua replica efficientissima e già adulta. Troppo.

LEGGI ANCHE: IL PROGRAMMA E IL CONCORSO DEL FESTIVAL DI CANNES 2015

 

IlPiccoloPrincipeVolpe

Vanno a vivere in un quartiere vicino all’istituzione tanto ambita, con un programma di studio e di vita serrato. In una casa ordinaria, con un garage ordinario, con vicini ordinari. Tranne uno. Un vecchietto che vive in una specie di luna park, fuori dal conformismo grigio dei dintorni. Sarà lui a cambiare la vita della piccola, aprendole il suo mondo colorato, pieno d’avventura, buffo e in cui Il piccolo principe è l’eroe incontrastato. Ci piace pensare quel nonno acquisito come Saint-Exùpery, visto che la “conquista” con pagine del suo romanzo. E annuncia un viaggio, senza ritorno. In quell’opera i due entrano, anche troppo, per unire realtà e finzione al momento giusto.

IlPiccoloPrincipeVecchio

Osborne capisce che l’essenza del libro è l’amicizia. Loro diventano amici, il biondo protagonista ne cerca ovunque. Anche se stona quella bambina così ordinaria e moderna nei tratti, piace invece l’alternanza dei piani narrativi e visivi, con una cura particolare nel tratto vintage del mondo. Stupenda è la volpe – con la voce, in francese di Vincent Cassel, in italiano di Stefano Accorsi, in inglese di James Franco -, più che disegnata, quasi modellata su una stilizzazione elegante ed espressiva, nella sua semplicità. Ma, più della tecnica, può l’atmosfera, il ritmo di parole e sentimenti, la capacità di accompagnarti in quel mondo bambino fino a farti commuovere. Non è un capolavoro Il piccolo principe, sia chiaro. Ma un tributo attento, affettuoso e riuscito a un classico intramontabile.

IlPiccoloPrincipeProtagonisti

CANNES 2015, COMINCIA IL TOTOPALMA –

Infuria, nel frattempo, il TotoPalma. In attesa di capire meglio domani chi potrebbe vincere domenica sera, girano già i primi favoriti. I tre italiani hanno buone chance di entrare nel palmares  – per ora è Mia Madre di Nanni Moretti a sembrare il titolo tricolore con più opportunità, con Sorrentino e Garrone, nell’ordinem a seguire -, mentre c’è chi scommette sugli outsider: l’ungherese Son of Saul e il greco The Lobster seguiti da grandi autori asiatici come Hou Hsiao-hsien e Jia Zhang-ke. Michael Caine o il protagonista di Son of Saul sembrano poter gareggiare come migliori attori, per Carol potrebbero esserci le migliori interpreti. Tra i francesi, la maggiore delusione della rassegna francese, l’unico premiabile sembra, magari per la regia, Jacques Audiard. Sarà domani, però, con le prime voci dei ritorni in Costa Azzurra in gran segreto, che il TotoPalma impazzerà.

IlPiccoloPrincipeCannes