Roberto Spada: «A Ostia il clan Spada non esiste»

di Stefania Carboni | 22/05/2015

porto turistico roma

Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di ECG Regione, format che va in onda su Radio Cusano Campus, hanno intervistato Roberto Spada, accusato (senza prove) di essere il “reggente” del clan Spada sul litorale romano di Ostia. «Sono una persona comune – ha smentito l’intervistato – come tutti gli altri. L’esistenza del clan Spada a me non risulta, è stato creato dai media. Io con la giustizia non ho alcun conto in sospeso. Ho fatto un reato a 18 anni, basta. Ho sbagliato solo una volta, ventidue anni fa. Come si è arrivato a parlare di me come reggente del clan Spada? Non ne conosco il motivo. Mi sento calunniato. Dicono che sono mafioso, ma chi mi conosce sa che non è vero. Qui lo sanno che nei miei confronti sono tutte invenzioni». Questo non spiegherebbe perché la giornalista di Repubblica Roma, Federica Angeli, viva sotto scorta dopo esser stata testimone e aver denunciato alle autorità un tentato omicidio a coltellate fra gli Spada ed i Triassi. E  non spiega nemmeno perché il clan Spada figuri in diversi casi di cronaca e operazioni di polizia sul litorale laziale. «Io credo nella giustizia, ci sono i giudici per fare questo lavoro – risponde lui – Se le persone vengono condannate probabilmente avranno le proprie colpe, se invece vengono assolte evidentemente si trattava di un fuoco di paglia». Spada ha poi ribadito la sua simpatia per il Movimento Cinque Stelle, dopo che qualche tempo fa la condivisione di un suo post su Facebook creò polemiche: «Qui la gente non riesce ad arrivare a fine mese. Partiamo dal presupposto che io non credo nella politica. La destra ha fatto i danni, la sinistra ha fatto i danni, perché non provare il Movimento Cinque Stelle? Ad oggi sono un loro elettore, poi se sbaglieranno perderanno il mio voto come, credo, quello degli altri»

 

LEGGI ANCHE: Mafia Capitale, la giornalista minacciata: “Così il M5S non mi sostenne”

ROBERTO SPADA, LA PALESTRA SEQUESTRATA E LA FAMIGLIA “TROPPO NUMEROSA”

– «Il clan Spada non esiste – ha ribadito Roberto su Radio Cusano Campus – a Ostia ci sono 500 persone con questo cognome, siamo una famiglia numerosa, su tantissime persone è normale che ci possono stare 15 pregiudicati. Se prendo le distanze dalle pecore nere della famiglia? Certo, è normale, penso che accada in ogni famiglia. Se uno sbaglia è giusto che paghi». E a proposito di sbagli nella trasmissione si è parlato del sequestro della palestra Femus Art School, immobile occupato abusivamente almeno dal 2005 dall’associazione composta dal ragazzo, la compagna di Spada e un altro familiare. «Dal 2005 al 2011 abbiamo pagato addirittura l’affitto per questo locale, fino a quando ci hanno fatto una proposta: o 850.000 euro da pagare subito o 9.500 euro al mese di affitto. Per noi era impossibile pagare una cifra del genere, chi ce l’ha quei soldi? Da quel momento in poi la palestra è stata occupata, sarebbe stato impossibile pagare una cifra del genere. La palestra non ha nessun fatturato, non è a scopo di lucro». Tesi diversa, quella sostenuta dall’assessore capitolino alla Legalità e delegato per il X Municipio, Alfonso Sabella che alla stessa emittente ha dichiarato: «Abbiamo accertato che c’era un immobile di proprietà del comune che era stato abusivamente occupato per esercitare un’attività commerciale. C’è scarsità assoluta di risorse finanziarie che sono necessarie per assicurare i servizi essenziali ai cittadini. In un territorio come questo, in cui le mafie ci sono, l’assenza dello stato favorisce la penetrazione criminale. Quando le mafie stesse si fanno esse dispensatrici di servizi vuol dire che lo stato ha perso, e a Ostia non possiamo perdere».

(In copertina foto d’archivio ANDREAS SOLARO/AFP/GettyImages)