Viaggi e orologi, nuove accuse a Formigoni. I pm: «Corruzione per forniture sanitarie»

Sembra un remake delle contestazioni che hanno portato al processo Maugeri, dove è già imputato per corruzione insieme al faccendiere Pierangelo Daccò (e non solo). Ora per Roberto Formigoni arrivano nuove accuse e l’avviso di conclusione delle indagini per corruzione aggravata. Ristoranti, vacanze, orologi. Per i pm l’attuale senatore Ncd ed ex governatore lombardo Roberto Formigoni si faceva pagare di tutto. Finito in galera Daccò, questa volta il mediatore, secondo i pm, è Massimo Guarischi. Secondo quanto spiega il quotidiano “La Repubblica“, in cambio dei “regali” la giunta «confezionava delibere e stanziava finanziamenti per garantire trattamenti privilegiati ai clienti del faccendiere: una multinazionale delle attrezzature ospedaliere».

Formigoni
Roberto Formigoni (Archivio Ansa)

LE ACCUSE BIS A FORMIGONI –

Formigoni non è l’unico indagato. C’è anche l’ex assessore leghista alla Sanità Luciano Bresciani (tentato abuso d’ufficio), l’ex sottosegretario alla presidenza della Regione e ora deputato Ncd Paolo Alli (l’accusa di corruzione e turbativa d’asta si riduce al tentato abuso). Oltre che l’ex direttore generale della Salute, Carlo Lucchina (tentato abuso), l’ex direttore generale dell’Asl di Cremona, Simona Mariani (corruzione) e Giuseppe Lo Presti, gestore della Hermex Italia, «distributrice dell’apparecchiatura diagnostica Vero», quest’ultimo considerato dai pm come il corruttore. Scrive “Repubblica”:

«Il tramite tra Formigoni e Lo Presti era proprio l’ex assessore forzista Guarischi, per gli stessi fatti già condannato in novembre a 5 anni. Lo schema scoperchiato è simile al caso Maugeri. Dalla Fondazione pavese, Pierangelo Daccò e Antonio Simone avrebbero ottenuto “utilità” per 60 milioni per mantenere i finanziamenti regionali. E una buona fetta di questo denaro sarebbe arrivato nelle mani dell’ex governatore, attraverso vacanze, finanziamenti elettorali, cene. Finiti in carcere Daccò e Simone — si scopre ora — Formigoni avrebbe continuato a mantenere il solito stile di vita, senza attingere allo stipendio da governatore.

LE VACANZE DI FORMIGONI –

Secondo i pm per fare acquistare l’apparecchio della Hermex dagli Istituti ospitalieri di Cremona e dall’Istituto dei Tumori (ogni macchina costava 5 milioni, ndr), Formigoni attraverso Guarischi, «accettava la promessa della somma complessiva di 900 mila euro». Tradotto, dietro i regali per i magistrati c’era una tangente:

«Visto che all’Istituto tumori nel 2012 il piano non va in porto, alla fine a Guarischi finiscono “solo” 447 mila euro. Denaro che poi il faccendiere gira a Formigoni, donandogli ad esempio «un orologio Bulgari da 3530 euro ». Ma soprattutto garantendogli vacanze al mare e in montagna. «Ho tutte le ricevute» aveva detto Formigoni poco dopo l’arresto del faccendiere. Per la procura, invece, per i 7 giorni in Sud Africa a Capodanno 2011, dei 55 mila euro di costi del viaggio, l’allora governatore ha versato solo 7 mila euro, metà della sua quota. Mentre per due soggiorni estivi in Croazia, le quote risultano interamente pagate in contanti da Guarischi (per circa 29 mila euro). Guarischi, infine, avrebbe anche noleggiato «un vettore aereo nel giugno 2010» per un volo su Olbia da 11 mila e 880 euro. Bresciani, Lucchina e Alli, invece, sono accusati di aver esercitato pressioni per fare acquistare — senza riuscirci — il macchinario Vero dall’Istituto dei Tumori.

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