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“Il complotto contro Berlusconi era una bufala”

Emergono particolari un po’ inquietanti dall’appello del processo civile per diffamazione che vede come protagonisti da un lato Patrizia D’Addario, in qualità di accusatrice, e dall’altro i giornalisti di Panorama e Antonio Laudati, allora procuratore di Bari.

IL COMPLOTTO CONTRO SILVIO – A parlarne è Repubblica in un pezzo a firma Foschini/Spagnolo

Fu l’allora procuratore di Bari, Antonio Laudati, a dare la notizia al settimanale “Panorama” del complotto nell’affaire D’Addario ai danni di Silvio Berlusconi, complotto poi rivelatosi una bufala. E fu lo stesso procuratore, dopo una smentita formale, a rilanciare la notizia e a dare nuovi spunti per il numero successivo. Il dato emerge da una registrazione che gli stessi giornalisti di “Panorama” hanno depositato nell’appello del processo civile per diffamazione, intentato contro di loro da Patrizia D’Addario

Ma cosa è successo di preciso? Nella querela depositata si legge che

“[…]Due colloqui con i giornalisti il procuratore avrebbe parlato dell’esistenza di un’indagine a Bari in cui si ipotizzava il reato di associazione a delinquere finalizzato alla distorsione di notizie giudiziarie per finalità di lotta politica”

Peccato che l’inchiesta non esistesse

“Da chiarire il motivo per cui Laudati avrebbe costruito la teoria del complotto contro Berlusconi, atteso che tale eventualità non ha avuto poi alcun seguito giudiziario […] Il procuratore avrebbe parlato anche di «indagini patrimoniali a carico della escort per rintracciare un milione di euro a lei riferibili». A distanza di pochi giorni da quelle conversazioni, “Panorama” pubblicò notizie sul complotto e sulla relativa inchiesta barese, poi definita «inesistente » dal Tribunale di Milano. Il contenuto di quell’articolo fu smentito dalla stessa Procura, ma poi il procuratore diede le informazioni anche per il secondo articolo.

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