Roma: vietato fumare nei parchi pubblici, ma solo nelle aree a rischio

di Redazione | 19/05/2015

Niente sigarette e niente barbecue improvvisati? Quello che sembrava un allarme lanciato dai media è stato sedato da una nota della Protezione Civile del Campidoglio che precisa il senso dell’ordinanza firmata il 7 maggio scorso dal sindaco Ignazio Marino per prevenire il rischio di incendi nel periodo di massima pericolosità. «Il divieto di fumo riguarda le parti delle ville e dei parchi dove sono presenti sterpaglie o altro materiale combustibile» si legge nella nota. L’ordinanza anti incendi – specificano – è la stessa di ogni anno e si tratta di un «obbligo di legge cui gli enti locali devono ottemperare in questa stagione, in seguito alla dichiarazione dei periodi a massimo rischio di incendi boschivi emanati dalle regioni».

L’ORDINANZA ANTINCENDIO: IL DIVIETO NELLA AREE A RISCHIO – L’ordinanza quindi, come ogni anno nel periodo estivo, vieta di accendere barbecue al di fuori degli spazi appositamente predisposti, in tutte le aree verdi della città. Il testo infatti prevede “il divieto in tutto il territorio comunale, di tutte le azioni determinanti, anche solo potenzialmente, l’innesco di incendio nelle aree e nei periodi a rischio”.

Il quotidiano aveva parlato di una ordinanza che vietava il consumo delle bionde solo nella rifinita Villa Borghese o villa Ada ma anche in tutte le altre aree verdi e parchi pubblici della Capitale. Questo il divieto che entrerà in vigore dal 15 giugno fino al 30 settembre. Un no, messo nero su bianco e previsto nell’ordinanza anti-incendi firmata, il 7 maggio scorso, dal sindaco Ignazio Marino. Una scelta che avviene ogni anno, su indicazione della Regione per evitare incendi in città e nelle aree limitrofe di Roma.

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DIVIETO DI FUMO: L’ORDINANZA

– A spiegare la il Corriere:

L’ordinanza che, fanno sapere dal Campidoglio, riguarda tutte le aree verdi del territorio capitolino compresi i parchi e le ville storiche, segnala il massimo rischio nel periodo dal 15 giugno al 30 settembre. Tra le altre cose, prevede «il divieto assoluto di accendere fuochi per bruciare sterpaglie e residui di vegetazione» al fine di «pulire terreni, pascoli, prati o per rinnovare il manto erboso».
Nel periodo in questione è «vietato far brillare mine o usare esplosivi, usare apparecchi a fiamma o elettrici per bruciare metalli, usare motore e fornelli o inceneritori che producono faville o braci, fumare o compiere altra operazione che possa arrecare pericolo di incendio». L’ordinanza prevede deroghe «per coloro che per motivi di lavoro siano costretti a soggiornare nei boschi, solo se strettamente necessario per il riscaldamento o la cottura delle vivande; per l’accensione di fuochi in appositi bracieri o in altre strutture appositamente realizzate, nella aie, nei giardini privati e condominiali e nei cortili di pertinenza di fabbricati all’interno delle predette aree; ai privati che eseguono attività ricettiva, previa verifica di idoneità tecnica; e, infine, in occasione di eventi di interesse sociale, previa autorizzazione dell’autorità competente».

Nel periodo indicare «i gestori di cabine elettriche devono provvedere alla ripulitura dalla specie erbacee nelle fasce di pertinenza delle cabine per un raggio non inferiore ai 10 metri» e l’utilizzo di fuochi d’artificio «si deve realizzare a distanze non inferiori ad un chilometro dalle aree boschive o cespugliate».

(In copertina foto TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)