Pd Roma è caos. Ecco la lettera “contro” Matteo Orfini e la sua risposta (durissima)

di Tommaso Caldarelli | 15/05/2015

matteo orfini pd roma

Pd Roma, ecco la lettera “contro” Matteo Orfini da parte di alcuni esponenti, coordinatori di circolo, attivisti e pezzi di componenti del variegato universo del Partito Democratico romano commissariato da Matteo Renzi all’indomani dei fatti di Mafia Capitale: il presidente nazionale del Partito Democratico, impegnato nell’opera di rinnovamento radicale, ha chiarito tempo fa all’ultima assemblea del Partito Romano, presente il sindaco Ignazio Marino, che il commissariamento dovrebbe concludersi prima dell’inizio del Giubileo della Misericordia, e dunque che entro dicembre dovrebbe tenersi il Congresso; ma ha aggiunto anche che il rispetto di questa timeline dipende essenzialmente dalla collaborazione delle varie aree del Pd Roma.

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Matteo Orfini

PD ROMA, IL TESTO DELLA LETTERA “CONTRO” MATTEO ORFINI

Proprio alcuni esponenti del Partito romano chiedono ora che queste scadenze temporali vengano sovvertite: si convochi, si chiede nella missiva, subito l’assemblea romana e al più presto si riaprano i giochi del Congresso. Il testo della lettera è circolato in forma semiprivata sui profili social di alcuni esponenti del Pd Romano, ed è stata ottenuta da Giornalettismo che è in grado di pubblicarla.

Fra i firmatari, militanti storici, coordinatori di circolo, militanti e anche semplici simpatizzanti del Pd Roma.

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In più passaggi la lettera chiede ad Orfini di cambiare strada, ridando rilevanza ai canonici organi statutari del Partito Democratico romano, attualmente in stato di commissariamento.

Diverse volte, in occasione di qualche assemblea di circolo o municipale, il Commissario ha detto che la sua intenzione è quella di svolgere il Congresso entro l’anno, e che dipende soltanto dagli iscritti poter rispettare questa scadenza. Questa affermazione, peraltro non accompagnata da alcuna indicazione su cosa gli iscritti dovrebbero concretamente fare, non ci sembra francamente condivisibile. Convocare finalmente il Congresso e dare avvio a tutti gli adempimenti previsti dallo Statuto dipende soltanto dal Commissario. Se si vuole davvero fare un Congresso che rilanci il ruolo politico e l’organizzazione del Partito; se si vuole davvero fare un Congresso pulito, con regole nuove e trasparenti che evitino il ripetersi di episodi deplorevoli e che ridimensionino il peso delle correnti; se si vuole davvero fare un Congresso in cui si parli di politica e non di assetti di potere e di poltrone; se si vuole davvero cambiare il Partito Democratico di Roma con la partecipazione e la democrazia, allora il lavoro da fare è tanto e il tempo per farlo è scarso, sempre più scarso.

Così uno stralcio della lettera. Durissima la risposta del commissario del Pd Roma, affidata al suo profilo Facebook.

Mi viene inviata per conoscenza da un gruppo di componenti dell’assemblea una richiesta di convocazione immediata dell’…

Posted by Matteo Orfini on Venerdì 15 maggio 2015

“Mi sembra di capire”, scrive il commissario del Pd Roma, “che l’obiettivo sia la convocazione immediata di un congresso che ripristini la “normalità” della vita del partito romano. Non spetta a me convocarla, ma al presidente dell’assemblea, ma devo dire che la tesi esposta è piuttosto affascinante. Come alcune delle firme che la accompagnano e che fanno capire come certe infestazioni correntizie siano difficili da debellare. Evidentemente c’è qualcuno che ha paura che il Pd Roma cambi davvero”.

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PD ROMA, A UN PASSO DALLA FAIDA

Come a dire che fra le firme ci sarebbero anche esponenti del “vecchio Pd”, quello “cattivo”, che l’operazione di Fabrizio Barca sta cercando di mappare.”Iniziamo sinceramente ad essere stanchi di leggere cose del genere”, dicono i più vicini a Matteo Orfini: “Sono sempre le stesse storie. C’è a Roma una parte del Partito che probabilmente non è interessata a cosa stia accadendo realmente, e che non vuole tornare ad essere una comunità di persone che fa politica in un certo modo. Chi invoca il congresso probabilmente pensa che ci sia lo spazio politico per prendersi il partito e vincere il congresso, probabilmente c’è solo la voglia di fare un po’ di conta interna“. E non manca, a mezza bocca, qualche nome: le firme in calce alla lettera sarebbero riconducibili “ad alcune aree geografiche” nella città di Roma, e sopratutto ad “alcuni esponenti”. Tra i firmatari – trapela dalle parti del commissario – è possibile rintracciare persone storicamente considerate vicine a Marco Miccoli, deputato ed ex segretario del Pd Roma,  e all’assessore Paolo Masini.

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PD ROMA, “ORFINI UN PD ROMA A CORRENTE UNICA: LA SUA”

Uno dei firmatari della lettera, Michele Cardulli, segretario di circolo del Pd Capannelle e notoriamente senza peli sulla lingua, accetta di spiegare a Giornalettismo le ragioni che hanno spinto alcuni esponenti del Pd a prendere carta e penna per scrivere parole così nette contro il commissario.

A quanto pare, Orfini sta convocando i segretari di ciascun municipio e dice: “Il partito sarà così articolato: un solo circolo per municipio, titolare del tesseramento, e qualche “cellula” sul territorio”. Ufficialmente questo è il modo per evitare il tesseramento finto; secondo me al contrario è il modo per controllare ancora di più le tessere oltre a togliere ricchezza al Pd. Per cui chiediamo semplicemente di rispettare le regole, ovvero: di queste cose è competente l’assemblea romana del Pd, che non è commissariata

Tuttavia il commissario ha più volte chiarito che l’assemblea è espressione del Pd delle correnti e delle tessere gonfiate, e quindi non sarebbe certo un luogo credibile per far ripartire la nuova storia del Pd romano. Anche su questo Cardulli ha di che commentare.

Lui è stato eletto negli organismi di partito grazie a quel tesseramento, e con quelle primarie farlocche è stato eletto in parlamento. Mi chiedo: quali sono i circoli con il tesseramento gonfiato lo sanno tutti. Se si vuole fare pulizia si chiudano quei circoli e si cacci chi ha firmato quelle tessere, questa invece è solo un’opera di normalizzazione del Pd di Roma. Prima si mette come commissario il capo della corrente che aveva perso il congresso, poi si eliminano tutte le correnti meno che la sua, che diventa corrente unica.

PD ROMA: “ORFINI CHIEDA SCUSA”

Prende posizione anche Fabio Salamida, coordinatore dello storico circolo Pd dell’Alberone, che commenta personalmente le parole del commissario Orfini in calce al suo post Facebook.

Non conosco tutti i firmatari della lettera ma leggo tra loro i nomi di tante persone per bene che le storture che denuncia il commissario le hanno subite e denunciate assai prima di lui, spesso in totale solitudine. Trovo la sua risposta inopportuna nei toni, così come è inopportuno che questa discussione si faccia qui, su un social network, e non nelle sedi appropriate. Oltretutto, bollare ogni voce critica e ogni proposta alternativa come figlia di “infestazioni correntizie” mi sembra poco utile se si vuole ripartire dalle forze migliori, che non sempre possono pensarla allo stesso modo.

“I toni di Orfini sembrano più da capocorrente che quelli di un commissario che dovrebbe rappresentare tutti. Credo che a quelle persone Orfini dovrebbe chiedere scusa”, rincara Salamida rintracciato al telefono con Giornalettismo.

FASSINA: “ORFINI STRUMENTALE, IMPONE LA SUA FILIERA”

In serata l’intervento di un “big” della minoranza interna del Partito Democratico, in realtà già con un piede sulla porta dopo l’uscita di Giuseppe Civati: con parole durissime, commenta le parole di Matteo Orfini anche Stefano Fassina.

Ieri, una cinquantina di componenti dell’Assemblea cittadina del Pd di Roma ha chiesto al Presidente Tommaso Giuntella e al Commissario Matteo Orfini di convocare l’assemblea per avviare un percorso congressuale adeguato alla sfida di ricostruzione del Pd di Roma. La risposta arrivata dal Commissario Orfini è offensiva e inaccettabile: il commissario Orfini continua a alimentare una lettura del Pd romano come un indistinto grumo “cattivo e pericoloso”. Sono evidenti, profondi e innegabili i problemi del Pd di Roma. Ma sono anche evidenti, larghe e innegabili le parti sane e di qualità. Sono parti che vogliono contribuire, come è naturale in un partito che dovrebbe essere democratico, alla rigenerazione morale, politica e organizzativa del partito a Roma. La lettura di Orfini è strumentale, finalizzata a rimanere monarca assoluto e occupare tutte le possibili posizioni prima di arrivare al congresso. In nome della battaglia contro le correnti, afferma la sua antica e radicata filiera. Chiedo anche io al Presidente Giuntella di convocare l’assemblea del Pd di Roma. Chiedo inoltre al Commissario Orfini che a fine marzo si era impegnato a riunire i parlamentari eletti a Roma di convocarci al più presto. Oppure, se è convinto della sua lettura, vada in Procura della Repubblica e denunci ciascuno di noi. Lo stile imperiale va di moda, ma almeno chi lo esercita ai vertici nazionali ha avuto una larga legittimazione

Fassina già in passato aveva avuto modo di chiedere a Matteo Orfini di smorzare i toni riguardo il Partito Democratico romano.