La cantante sarda Claudia Aru assalita dai razzisti

di Redazione | 12/05/2015

Brutta esperienza per la cantante sarda Claudia Aru, che è stata sommersa d’insulti e auguri poco gradevoli dopo aver scritto un post contro il razzismo e i razzisti.

 

claudia aru

CLAUDIA ARU: PIOGGIA D’INSULTI CONTRO DI LEI –

Destinataria del messaggio nello screenshot riportato da Sardinia Post è Claudia Aru, insegnante di Villacidro e cantante molto conosciuta nell’isola, che ha l’unica «colpa» di aver scritto un post pubblico contro il razzismo e i razzisti. Questa sopra è solo una delle risposte più crude,  scritta da un sassarese e residente a Bologna, che poi ha rimosso il messaggio e si è scusato con l’offesa, dicendo di aver scritto di impulso e spinto dalla disperazione per aver perso il lavoro.

LE REAZIONI DI CLAUDIA ARU –

La cantante, che insegna canto moderno in una scuola civica e in un istituto privato e lavora con i bambini, ha una pagina pubblica su Facebook e poi dei profili privati , come “Sa Matriota Sarda”, attraverso i quali esprime le sue riflessioni. Aru, che ha ricevuto anche numerosi messaggi di solidarietà, non l’ha presa bene: «È vero, l’autore del post mi ha chiesto scusa.Ma le scuse non mi servono: non penso a me, ma all’odio e al male che riusciamo a provare per estranei, solo per come la pensano. Vedo quanta intolleranza c’è tra noi e quanto i tempi che viviamo sono bui. La vera crisi è nel nostro cuore, altroché. C’è così tanto bisogno di umanità, a partire dal nostro quartiere. Lavoriamo in questo senso, che le energie sono preziose». Che comunque qualcosa di positivo riesce a trovarlo lo stesso: «Mi auguro che questa esperienza gli serva per capire che esiste un limite e che ci si deve prendere le responsabilità delle proprie azioni».

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UN FENOMENO SEMPRE PIÙ PREOCCUPANTE –

Il profilo Facebook dell’uomo è ancora on line e vi sono in bell’evidenza numerosi post contro gli immigrati, invocazioni alla rivoluzione e persino l’evocazione del complotto degli Illuminati, ma si farebbe un torto alla massa di persone che si sono unite all’insulto a pensare che comportamenti del genere appartengano unicamente a una frangia ridotta d’estremisti un po’ confusi.