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Marco di Stefano, “in casa sua mazzette con le banconote da 500 euro”

Marco di Stefano, “in casa sua c’erano mazzette con banconote da 500 euro”: sono queste le parole della domestica del parlamentare Pd finito nell’inchiesta per le tangenti versate dagli imprenditori Daniele e Antonio Pulcini per ottenere in cambio l’appalto e il conseguente affitto dello stabile in cui ospitare la società in house della regione Lazio, la Lazio Service; e per aver “comprato, con i soldi della Regione Lazio”, una laurea in scienze giuridiche. Agli atti dell’inchiesta la testimonianza della domestica Mercede Manalo.

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MARCO DI STEFANO, LE MAZZETTE DA 500 EURO

Facendo le pulizie, racconta la domestica, si accorgeva spesso che sotto l’armadio c’era qualcosa di strano.

Molto spesso mi è capitato, stirando alcune giacche, di trovare nelle tasche del denaro, spesso anche banconote da 500. Una volta, il primo anno che ero da loro, nel 2007, mentre facevo le pulizie della camera da letto utilizzando un’aspirapolvere, nel passare vicino all’armadio del dottore, sotto i cassetti, sentivo un rumore strano. Mi avvicinavo e vedevo che l’elettrodomestico aveva preso una busta di nylon del tipo di quelle del supermercato,la prendevo su e vedevo che all’interno c’erano tanti soldi, dei mazzetti, con ancora le fascette di colore bianco intorno, erano molti. Sia la signora che il dottore mi dicevano di lasciarli lì. Il giorno dopo non c’erano più

Così la testimonianza della domestica nella Cronaca di Roma di Repubblica. Ma non è solo la colf ad essere stata sentita dalle forze dell’ordine; anche la ex moglie di Di Stefano, Gilda Renzi (solo un’omonimia) e grande accusatrice del marito: pesa sulla situazione di Di Stefano anche la scomparsa del suo ex tuttofare, Alfredo Guagnelli. Guagnelli, avevano già affermato dei testimoni, aveva ricevuto qualcosa come un milione di euro che aveva utilizzato per comprare droga, promettendo benefici anche verso lo stesso di Stefano, nel senso che, è stato riferito ai Pm e riportato da Repubblica, “le diverse persone che avrebbero concesso il prestito a Guagnelli, compreso lo stesso Di Stefano, avrebbero ricevuto la garanzia di ottenere interessi stellari senza però essere messi al corrente, da parte di Guagnelli, della sua intenzione di investire il denaro in stupefacenti”.

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MARCO DI STEFANO, IL RUOLO DI GUAGNELLI

Ora la Renzi afferma che Guagnelli era un ingranaggio fondamentale del “sistema di Stefano”.

Marco – racconta la moglie – mi disse che sperava non lo avessero arrestato perché quando era stato da lui in Regione gli aveva dato un cd contenente un appalto (…) Da Bruno ( ndril fratello di Guagnelli) apprendevo che Davide Galdo, collaboratore del fratello Alfredo, che secondo Bruno era l’unico ad avere la chiave della cassaforte oltre ad Alfredo, l’aveva contattato chiedendogli se conosceva personalmente Marco Di Stefano perché era in possesso di un cd e voleva ricattare mio marito in cambio di un posto di lavoro (…) Bruno poi mi diceva che con il Galdo non aveva più avuto contatti ma presumeva che questo, tramite Daniele Pulcini, avesse fatto in modo di far tornare il cd nelle mani di mio marito

Così ancora Repubblica, che approfondisce anche le conferme incrociate riguardanti le tangenti versate da Di Stefano: “Alfredo mi disse che Di Stefano e gli altri gli avevano agevolato l’aggiudicazione della gara della quale sconosco i termini però mi ricordo che fu consegnato al Guagnelli un supporto magnetico con la risoluzione del problema in ordine alla gara. Di Stefano gli promise l’aggiudicazione della gara in ar- gomento attraverso la presentazione di un progetto, appunto contenuto nel floppy, che avrebbe sicuramente vinto in quanto era sottocosto rispetto agli altri”; parole di Enrico Marcolini, che è un collaboratore di Guagnelli in grado di raccontare anche un lato a luci rosse dell’inchiesta Di Stefano; il Guagnelli amministrava una società di ragazze immagine che vennero messe a disposizione della regione Lazio in occasione dei mondiali di nuoto. Queste ragazze, spiega Marcolini, al termine del loro lavoro non disdegnavano qualche extra per arrotondare.

Io ho visto di Stefano diverse volte, soprattutto nell’ultimo periodo. La società Angel Management è amministrata al 50% da Alfredo Guagnelli e da Luna Gaudino. La società tratta ragazze immagine ed eventi. Ha fatturato alla Regiona Lazio per i mondiali di nuoto nel senso che sono state messe a disposizione le ragazze come hostess. Alcune di queste poi, a detta di Alfredo si sono intrattenute con il suo amico Sammarco, che è un altro politico (presumibilmente Gianni, ex coordinatore romano del Pdl ed ex cognato di Cesare Previti, ndr). Io ho conosciuto quattro o cinque ragazze di queste che mi confidarono che al termine delle loro prestazioni sessuali prendono somme di denaro che vanno intorno ai mille euro. Sono ragazze immagine che, al termine dell’immagine rimangono con il cliente a prostituirsi

L’inchiesta su Di Stefano va avanti.