Romano Prodi: «L’UE risolverà il problema dei profughi solo con la stabilizzazione della Libia»

di Andrea Mollica | 07/05/2015

Romano Prodi

Profughi, l’unica soluzione duratura allo spostamento di massa di centinaia di migliaia di persone può arrivare solo dalla stabilizzazione della Libia. Lo chiede Romano Prodi, in un’intervista a Spiegel Online, in cui l’ex presidente del Consiglio esprime scetticismo verso le conclusioni del Consiglio Europeo straordinario sul problema dell’immigrazione.

immigrazione

PROFUGHI IN ITALIA –

L’ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea Romano Prodi rimarca in un dialogo con Der Spiegel come in tutti questi anni “non siamo riusciti a spiegare agli altri Stati membri come i confini dell’Italia siano quelli dell’Unione Europea”, in merito al problema dei profughi. Per Prodi l’Europa, nonostante i risultati deludenti dell’ultimo Consiglio Europeo, non ha abbandonato l’Italia, e sarebbe sbagliato se il nostro Paese cadesse nel ruolo della vittima.

Il problema è che non esiste alcuna politica europea sui profughi. Manca la consapevolezza del fatto che ci si trovi di fronte a un problema senza soluzione, che va affrontato con strategie di lungo periodo.

L’ex presidente del Consiglio rimarca come anche nell’ultimo Consiglio Europeo straordinario sia emerso come gli interessi nazionali all’interno dell’Unione Europa contino più di quelli collettivi. Lo dimostra il no di Cameron ad accogliere nuovi profughi prima delle elezioni. Per Romano Prodi al momento non esiste una maggioranza a favore del superamento del regolamento di Dublino. ”

La distribuzione dei profughi dipende in modo rilevante dalla forza economica dei Paesi, e anche dal loro numero. Alla luce delle dinamiche demografiche siamo in grado di sapere che dovremmo riuscire a gestire questo fenomeno migratorio. Mi ricordo come i populisti aizzassero le paure sull’arrivo degli europei dell’Est in Italia. Ora nel nostro Paese vivono mezzo milioni di polacchi e un milioni di rumeni. Ci sono problemi ma siamo riusciti a gestirlo.


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PROFUGHI E LIBIA – Per Romano Prodi una soluzione stabile al problema dei profughi ci potrà essere solo con una stabilizzazione della Libia.

Come può funzionare la distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di uomini? Bisogna agire sul terreno in Libia, un Paese dove circolano quattro milioni di armi, dove ci sono due governi in lotta tra loro, potenti milizie e tribù in conflitto per una maggior influenza, e senza alcuna autorità di sicurezza o strutture amministrative con cui cooperare. In Libia domina l’anarchia. Se l’Europa non risolve il problema Libia, il problema dei profughi rimarrà senza soluzione.

Per l’ex presidente del Consiglio bisogna organizzare una conferenza internazionale sulla Libia.

In questo momento non è facile, anche perchè i rapporti con la Russia sono peggiorati. Le grandi potenze hanno il dovere però di appellarsi all’Egitto, alla Turchia, agli Stati del Golfo, per far sedere a un tavolo di trattative i vari soggetti che hanno potere in Libia. C’è un interesse comune: tutti i Paesi temono il terrorismo, che è già ancorato in Libia vista la presenza dell’ISIS.

Romano Prodi sottolinea come ora sia molto più difficile intervenire rispetto a quando c’era Gheddafi visto che «abbiamo a che fare con trafficanti di uomini, che hanno un interesse e lavorano per la destabilizzazione del Paese. La Libia non ha una identità nazionale, e le diverse fazioni erano tenute assieme solo dall’autorità di Gheddafi». L’ex presidente del Consiglio esclude un nuovo intervento militare, visto che nessuno ha l’intenzione di spedire i soldati a morire in Libia.

“Chi crede che si possa combattere l’ISIS con le sole armi, vedrà che lo si sposterà solo più a Sud. Il terrorismo è un problema globale. Dobbiamo trovare una soluzione politica per la Libia”.