De Bortoli: «Ho ricevuto da Matteo Renzi sms piuttosto duri»

di Maghdi Abo Abia | 05/05/2015

De Bortoli: «ho ricevuto da Matteo Renzi sms piuttosto duri»

Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, intervistato da Giovanni Floris a “Di Martedì” ha parlato di Matteo Renzi dando un suo giudizio della situazione politica attuale e del Presidente del Consiglio:  «L’ho incontrato l’altro giorno, è stato gentilissimo ma abbiamo avuto alcuni scambi per sms, io ho sempre risposto correttamente ma ci sono stati sms forti, piuttosto duri».

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De Bortoli: «ho ricevuto da Matteo Renzi  sms piuttosto duri»

DE BORTOLI «RENZI DA’ L’IMPRESSIONE DI NON SOPPORTARE LE CRITICHE» –

L’ex direttore del Corriere della Sera, parlando di Matteo Renzi, ha commentato il suo ultimo editoriale in cui aveva definito il Presidente del Consiglio un “caudillo”: «È uno che comanda con piglio, con forza, con un certo disprezzo per le istituzioni che non dico considera di intralcio, ma dà la sensazione di non sopportare le procedure democratiche e le critiche. Se le cose fatte da Renzi le avesse fatte Berlusconi probabilmente avremmo riempito qualche piazza».

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DE BORTOLI «ITALICUM? CREERÀ UN GIGANTE CONTORNATO DA CESPUGLI» –

De Bortoli ha poi dato un suo giudizio sull’Italicum e non è certo positivo: «L’Italicum creerà un gigante contornato da cespugli, spero non quel Partito della Nazione che mi fa venire i brividi. La nostra è una democrazia immatura che ha bisogno di contrappesi e di una dialettica sana con l’opposizione. A Renzi riconosco la capacità di prendere decisioni chiare e coraggiose, ma mi domando se dopo l’Italicum e la riforma del Senato la nostra sarà ancora una democrazia rappresentativa in cui potremo scegliere i nostri rappresentanti».

DE BORTOLI «NELL’ITALICUM LA CONCEZIONE DEL POTERE DI RENZI» –

E parlando di Italicum, Ferruccio De Bortoli lancia un’altra stoccata all’indirizzo del Presidente del Consiglio: «Ritengo preoccupante la concezione del potere che ha Renzi, una concezione che vedo riflessa nell’Italicum. È vero che si decide a maggioranza, ma non si può trattare in questo modo il dissenso. Il presidente del Consiglio non può liquidare il dissenso come un intralcio al governo: non fa parte della tradizione del Pd. Il governo deve governare, è necessario sapere chi governerà il giorno dopo le elezioni ma non si può correre il rischio che ci sia solo un gigante con tanti cespugli intorno. L’Italicum è una legge sbagliata che riduce anche i poteri del presidente della Repubblica ma credo che non ci saranno dubbi da parte di Mattarella a firmarla».

TRA PATTO DEL NAZARENO E MASSONERIA –

Giovanni Floris chiede conto all’ex direttore del Corriere della Sera di un suo editoriale in cui parlando del patto del Nazareno aveva fatto riferimento a voci di peso della massoneria: «In Italia c’è libertà di associazione ma le appartenenze non sono trasparenti anche quando finiscono per condizionare le scelte nelle istituzioni. Questi legami contano ma in Italia non se ne puo’ parlare. Quella frase mi ha provocato molti guai ma ho scritto quello che molti sottovoce dicevano. Io non volevo offendere nessuno e non volevo dire che il premier appartiene alla massoneria, ma c’erano voci che giravano ed era lecito domandarsi di fugare dubbi. Mi rendo conto ma l’ho scritta senza accusare nessuno e considerando che esiste la libertà di associazione».

«L’INFORMAZIONE IN ITALIA RITENUTA UN MALE NECESSARIO»

Infine De Bortoli lancia una considerazione amara sullo stato della stampa italiana: «C’è una certa insofferenza che fa parte del malcostume di questo Paese in cui l’informazione è ritenuta un male necessario. Se non ci fosse, a destra come a sinistra, molti sarebbero contenti: nelle democrazie più mature questo non accade, Se pensiamo alle leggi sulla stampa, vediamo che si parla anche di arresto. Se fosse accaduto a parti opposte saremmo andati in piazza col bavaglio».