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Mattarella e la causa contro un libro: «Mio padre diffamato»

La conclusione del processo è stata rinviata, il tentativo è quello di arrivare a una transazione, una soluzione bonaria tra le parti. Come spiega il quotidiano “La Repubblica“, dal 2009 ormai va avanti la causa civile intentata dall’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella e dai nipoti Bernardo e Maria ai danni della casa editrice Longanesi e del giornalista Alfio Caruso, autore del libro “Da cosa nasce cosa“.  L’accusa della famiglia Mattarella è quella di aver “infangato la figura di Bernardo Mattarella”, tra i nomi più noti della Dc siciliana del post-guerra ed ex ministro. Così come la memoria di Piersanti, il fratello di Mattarella, ucciso dalla mafia nel 1980.

MATTARELLA CONTRO UN LIBRO: «INFANGATO MIO PADRE» –

I Mattarella hanno chiesto un risarcimento da 250mila euro. Contestano alcuni passaggi del libro – confermati e mai cambiati nelle diverse edizioni pubblicate dopo il 2000, quando il libro fu pubblicato – nelle quali Caruso parlava di presunte “frequentazioni mafiose” del padre del capo dello Stato, come ricorda anche “LiveSicilia“. Episodi tratti, spiegava Caruso, «da una sterminata pubblicistica citata in bibliografia e che va dal ’50 ai nostri giorni». Lo stesso giornalista ha rivendicato come altri prima di lui avessero riportato gli stessi fatti («Sono il primo ad avere il privilegio di essere chiamato in giudizio», spiegò al Fatto) compreso quello secondo cui lo stesso Bernardo Mattarella avrebbe accolto a Ciampino il boss americano Joe Bonanno nel lontano 1957. Una menzogna, secondo la famiglia. 

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LA CAUSA –

La querelle va avanti da anni, con le affermazioni di Caruso bollate dalla famiglia Mattarella come «gravi e prive di qualsiasi fondamento». Scrive Alessandra Ziniti su “Repubblica”:

«Ieri, per conto di Caruso, l’avvocato Fabio Repici ha reiterato la richiesta – già bocciata nelle scorse udienze – di citare in aula come teste proprio il capo dello Stato. Per chiedergli se la moglie di suo padre, Maria Buccellato, avesse legami familiari con gli esponenti della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo Antonino e Nicola Buccellato. “Un marchiano errore di persona”, ha ribadito il legale dei Mattarella che ha depositato lo stato di famiglia da cui si evince che l’Antonino Buccellato, nonno del presidente, è nato nel 1879, quasi 30 anni prima dell’omonimo esponente mafioso».

Ora si cerca un accordo tra le parti, con la società che potrebbe divulgare un comunicato stampa per cercare di chiudere la contesta. Altrimenti toccherà al giudice.