L'Accademia della Crusca resta senza soldi e taglia le borse di studio
|

L’Accademia della Crusca resta senza soldi

L’Accademia della Crusca resta senza soldi. La Regione Toscana non ha dato neanche un centesimo per il 2015 all’ente culturale che ora vede il suo futuro a rischio nonostante le promesse datate 2010 del governatore Enrico Rossi che, come ricorda La Nazione, all’epoca disse che se il Governo avesse donato mezzo milione di euro l’anno all’ente, lui avrebbe fatto altrettanto.

L'Accademia della Crusca resta senza soldi e taglia le borse di studio

ACCADEMIA DELLA CRUSCA, I FINANZIAMENTI DELLO STATO –

Nel 2011 lo Stato con il decreto Salva Italia diede 750.000 euro l’anno all’Accademia della Crusca che si vide decurtare il contributo, a causa della spending review, a 600.000 euro. Questi soldi arrivano ancora, quelli della Regione Toscana non più. Prima Firenze dava 200.000 euro l’anno, finanziati fino al 2013. Nel 2014 la cifra si è ridotta a 100.000, nel 2015 è arrivata a zero. Un guaio per l’organizzazione presieduta da Claudio Mazzarini che ha riunito i sei dipendenti e la trentina di collaboratori, studiosi e ricercatori pagati tra i 1.000 ed i 1.500 euro al mese, per spiegare: «Voglio che sappiano qual è la situazione. Non voglio dar loro false illusioni».

A RISCHIO LE COLLABORAZIONI –

Servirebbe un milione di euro l’anno per sostenere l’attività nel suo complesso dell’Accademia della Crusca. Ora bisognerà lavorare con 600 mila euro. Da qualcosa bisognerà partire per tagliare. E Mazzarini ha già capito cosa succederà: «Tutti i giovani, borse e assegni di studio che quando vanno a scadenza non possono essere rinnovati. Il primo doloroso taglio lo abbiamo fatto la settimana scorsa: non è stato rinnovato il contratto del collaboratore che seguiva il progetto di pubblicazione in rete dei proverbi toscani. Mi piange il cuore».

 

LEGGI ANCHE: Crusca docet: “Ke” al posto di “che”? «Lo usavano già nel Medioevo»

 

«L’ASSESSORE ALLA CULTURA HA AMMESSO DI NON AVERE SOLDI» –

Claudio Mazzarini, ripreso da La Nazione, spiega che la situazione si sta facendo preoccupante: «ho visto lo spavento, legittimo, nei volti dei collaboratori che temono di perdere il posto, di dover lasciare a mezzo progetti e ricerche importanti. Abbiamo provato a batter cassa dal presidente della Regione che ci ha mandati dall’Assessore alla Cultura Nocentini, la quale, a sua volta, ha ammesso di avere il portafogli al verde e di non voler lasciare debiti alla giunta che verrà. Torneremo alla carica, ma vivere questi mesi nella totale incertezza fa male».

L’APPELLO ALLA REGIONE TOSCANA DELLA SENATRICE PD DI GIORGI –

Il messaggio di Mazzarini non è rivolto solo alla Regione Toscana ma anche agli altri enti pubblici chiamati a dare una mano ad uno dei più importanti organi culturali del nostro Paese. La senatrice del Partito Democratico Rosa Maria Di Giorgi, ripresa dal Corriere Fiorentino, invita la Regione a fare il possibile aprendo anche ai privati: «La Regione Toscana deve mantenere il proprio impegno e il governatore Rossi non può consentire che questa istituzione si impoverisca in quanto a capitale umano. I giovani ricercatori e gli esperti collaboratori compiono un lavoro quotidiano che gli altri paesi ci invidiano. La lingua è l’identità, è la storia, è l’anima di una nazione e di un popolo. Tutto il possibile va fatto per mantenere gli studi sulla lingua, per coltivarla, per tramandarla, per aggiornarla. Tutto questo fa la nostra Accademia della Crusca. Tutte le istituzioni si impegnino e anche le imprese facciano la propria parte. Il patrimonio culturale su cui investire è costituito anche dalla nostra lingua e quindi dall’Accademia e non soltanto dai beni artistici e architettonici. Dovremmo pensarci più spesso».