renzi Festa dell'Unità
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Renzi: «Non ci facciamo spaventare da tre fischi. Terremo botta. Non molleremo»

«Piaccia e non piaccia ai gufi noi il Paese lo cambiamo insieme. Tenere botta è un imperativo e noi terremo botta». Queste le ultime parole del premier Matteo Renzi sul palco di Bologna per la Festa dell’Unità. Un discorso lungo, intervallato dai fischi dei manifestanti dei collettivi, bloccati fuori nei cancelli della Montagnola. A quelle persone il presidente del Consiglio si è rivolto più volte nel suo discorso sulla Buona Scuola e le riforme. «Io – ha aggiunto – parlerò di scuola, qui, nel Pd che sa discutere al proprio interno e anche litigare bene: e poi ripartire. Tutti insieme. Dire a Gianni Cuperlo “benvenuto a casa tua” oggi è la cosa migliore. Nelle prossime settimane in edicola ci sarà L’Unità. E ci resterà a lungo».

Docenti precari sotto il palco. Foto Mazzetta
Docenti precari sotto il palco. Foto Mazzetta

FESTA DELL’UNITÀ, RENZI: «SE RIFORMA SCUOLA NON PASSA CONTINUERETE A FISCHIARE SENZA INFLUENZARE L’EDUCAZIONE»

«Se la Buona scuola passa se la Buona scuola 100 mila insegnanti verranno assunti. Se non passa continuerete a fischiare senza influenzare l’educazione dei vostri figli». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi continua a rispondere ai fischi fuori dai cancelli bolognesi alla Festa dell’Unità. «Abbiamo messo la fiducia perché non si resta a tutti costi si resta per cambiare. La scommessa che abbiamo è far tornare il Paese a credere nell’Expo. Un saluto ai compagni del Pd di Milano che hanno fatto una iniziativa levando il simbolo. Proprio per raccogliere più perosne. Mentre quei figli di papà imbrattavano con il loro Rolex Milano loro la ripulivano».

FESTA DELL’UNITÀ, RENZI: «L’UNITÀ TORNA IN EDICOLA. E CI RESTERÀ A LUNGO»

«Non ci fermeremo a 100 metri dal traguardo. Lo stiamo facendo – ha spiegato Renzi – con la legge elettorale, la riforma della scuola dopo che la scuola pubblica è stata cancellata. E lo faremo senza che nessuno con un fischio blocchi. Il primo elenco di riforme da fare tiene insieme le riforme che da 20 anni bisogna fare e non abbiamo fatto: legge elettorale, riforma della Costituzione, titolo V, riforma del fisco. Mi è stato detto “Matteo non venire qui a parlare di scuola, non provocare”. Io parlerò di scuola, qui, nel Pd che sa discutere al proprio interno e anche litigare: e poi ripartire. Tutti insieme. Dire a Gianni Cuperlo benvenuto a casa tua oggi è la cosa migliore. Nelle prossime settimane in edicola ci sarà L’Unità. E ci resterà a lungo».

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(Dentro la Festa dell’Unità. Mazzetta, Giornalettismo)

FESTA DELL’UNITÀ, RENZI: «TIN BOTA. NON MOLLIAMO A TRE METRI DAL TRAGUARDO»

– «Abbiamo fatto una festa fuori stagione per ricordare i 70 anni della prima festa quando ragazze e ragazzi italiani sono saliti sui monti per lasciare a noi la nostra libertà. Maestri. La mia maestra si chiamava Eda alle elementari voglio ricordarla qui, era una staffetta partigiana. Mi ha insegnato che la libertà non è per sempre ed è il più grande dono che abbia mai ricevuto. Anche la libertà di non farsi spaventare da tre fischi. Come si dice? Tin bota. Non molleremo», Matteo Renzi parla così alla Festa dell’Unità di Bologna rivolgendosi anche ai manifestanti e dicendosi disponibile a parlare con chi non accetta il progetto di riforma sulla Scuola.

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Photocredit: YouDem

GIANNI CUPERLO PRESENTE A FESTA DELL’UNITÀ –

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivato alla Festa dell’Unità di Bologna. Non si è sottratto al ‘bagno di folla’ stringendo mani. «Non molliamo e non schiacciamo la testa a nessuno», ha detto a chi lo incoraggiava a fare ‘piazza pulita’ nel partito. Gianni Cuperlo è presente alla Montagnola e segue il discorso dal pubblico. Stefano Bonaccini dal palco rivolge una parola anche ai manifestanti chiusi fuori: «Se siete qui fuori a protestare è perché il pd è l’unico partito che vi ascolta».

COLLETTIVI TENTANO ACCESSO A FESTA DELL’UNITÀ –

Un centinaio di manifestanti dei collettivi bolognesi ha tentato l’accesso alla Festa Nazionale dell’Unità al parco Montagnola a Bologna. Il tentativo c’è stato qualche minuto prima della salita del premier sul palco. Gli agenti della polizia hanno chiuso i cancelli dell’accesso su piazza XX settembre. Sono stati affissi dei cartelloni contro il Governo. I manifestanti hanno poi scosso diverse volte il cancello, presidiato dall’interno dalle forze dell’ordine, e sono partiti sputi verso gli agenti. Un manifestante è stato fermato, e una donna è caduta a terra.

GLI SCONTRI TRA LA POLIZIA E I MANIFESTANTI  –

Mentre Renzi parlava alla Montagnola, un gruppo di esponenti no global e studenti hanno provato a entrare nell’area, provocando la reazione delle forze dell’ordine che hanno caricato i manifestanti. Tre ragazzi, due uomini e una donna, sono stati fermati per identificazione dalle forze dell’ordine dopo il tafferuglio.

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RENZI SU PALCO DELLA FESTA DELL’UNITÀ –

Domenica densa di impegni per Matteo Renzi, che dopo l’appuntamento di questa mattina a Venezia, per l’inaugurazione del Padiglione Aquae di Marghera, collaterale all’Expo, si è spostato in provincia di Modena in visita alla Casa Museo Luciano Pavarotti di Stradello Nava per poi raggiungere Bologna nel pomeriggio, dove il premier partecipa alla chiusura della Festa dell’Unità.

BOLOGNA BLINDATA –

Dopo gli scontri del 1 maggio a Milano, Bologna oggi è blindata: per oggi è annunciata una doppia manifestazione, quella dei centri sociali, con Tpo e Hobo, in piazza XX Settembre, e quella dei precari della scuola in piazza VII Agosto.

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LA STRETTA DI MANO TRA RENZI E PRODI –

In mattinata, durante l’incontro in Veneto a sostegno della candidatura di Felice Casson a sindaco di Venezia e di Alessandra Moretti alla presidenza della Regione Veneto, Renzi ha incontrato l’ex premier Romano Prodi: tra i due c’è stata una stretta di mano dopo le polemiche per il mancato ringraziamento di Renzi a Prodi, durante la cerimonia di apertura di venerdì, per la candidatura di Milano a Expo 2015: «nessuno di noi nega a Romano Prodi in primis, al governo di Romano Prodi, l’importanza straordinaria che ha avuto mica solo per Expo, ma anche per Expo – ha detto Renzi – Certe polemiche sono incomprensibili ma è bene avere l’occasione per chiarirle, se serve».

 

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PD E RIFORME –

«Noi a Roma continueremo nel bene e nel male. Possono mandarci a casa ma non possono fermarci» – ha detto Renzi, affrontando poi il tema delle riforme e, in particolar modo, la partita dell’Italicum. Poi, parlando del PD, il premier ha sottolineato che il partito è pronto a «impegnarsi con tenacia e determinazione nei prossimi passaggi» per essere «Un partito che discute riconosce agli uomini e donne che ne fanno parte il dovere, non il diritto, di impegnarsi».

(Photocredit copertina: ANSA/FILIPPO VENEZIA)