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“Nessuno tocchi Milano”, la risposta dei milanesi alla devastazione dei Black Bloc

Milano si raccoglie a due giorni dalle devastazioni compiute da decine di black bloc e si è data appuntamento oggi a partire dalle 16 in piazzale Cadorna per rispondere con i fatti ai danneggiamenti causati dalla guerriglia nata in seno al corteo Mayday, che come ogni anno ha attraversato il centro città scatenando, e questa si è una spiacevole novità, un’ondata di violenza mai vista in quella che di norma era la classica “festa” del primo maggio milanese. In 20 mila hanno ripulito il capoluogo lombardo. «Grazie a tutti questa è la festa della Milano che unisce, che reagisce, che dice no a ogni sopruso e violenza», ha commentato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, salutando dal palco i cittadini radunati in piazzale Cadorna. Il sindaco ha mostrato dal palco una sciarpa con la scritta Milano. «E’ una piazza bellissima – ha continuato – per dire no a chi tenta con la violenza a ognuno di esprimere le proprie idee». Milano con Expo «sarà al centro del mondo per sei mesi – ha concluso – e noi siamo orgogliosi e vogliamo dire che la città nessuno la deve toccare perché altrimenti si ribella». «Stamattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha telefonato per dire a me, a voi cittadini, che è entusiasta della risposta che Milano ha dato».

"Nessuno tocchi Milano", la risposta dei milanesi alla devastazione dei Black Bloc

“NESSUNO TOCCHI MILANO”, IL MOTTO DEI VOLONTARI

Nessuno tocchi Milano“. Questo il titolo della mobilitazione convocata dal Comune e condivisa anche su Facebook dove ha raggiunto oltre 10.000 adesioni e dove ci si coordina con avvisi ed annunci destinati ai volontari:

Ci siamo quasi! Questo pomeriggio alle 16 ci troviamo in Piazzale Cadorna “armati” di spugne e detersivo, per dare un contributo e ripulire dalle scritte e dai danni quanto ancora rimane da sistemare.  Il Comune avvisa che le squadre del NUIR forniranno ‪#‎guanti‬ e ‪#‎pennelli‬ ai volontari per intervenire, in particolare, in due punti, l’istituto delle Orsoline e il Museo Archeologico. Venite vestiti comodi e con scarpe resistenti! #‎passaparola‬!

L’obiettivo è chiaro: rispondere a coloro che hanno manifestato spaccando vetrine e bruciando automobili dando un segno tangibile della presenza della città e della popolazione, rispondendo anche a coloro che hanno attaccato chi ha criticato lo svolgimento del corteo dicendo che si è deciso volutamente di dare peso agli scontri per non diffondere il messaggio di opposizione a Expo.

ALFANO:  «LAVORIAMO PER I DIVIETI PREVENTIVI»

Tuttavia, come hanno dimostrato le parole di Angelino Alfano, gli scontri di Milano da un lato hanno risvegliato il sentimento di solidarietà della città, dall’altro creeranno un sicuro problema per le prossime manifestazioni visto che l’obiettivo è quello di creare una specie di “daspo” per i contestatori più violenti con la possibilità di bloccare i cortei nel centro cittadino. Il ministro dell’Interno, intervistato da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, in questo senso è stato chiarissimo:

«Nel nuovo disegno di legge sulla sicurezza urbana abbiamo previsto l’arresto differito per i manifestanti in modo da avere ancora più poteri per bloccarli e inaspriremo il trattamento sanzionatorio per chi porta un casco o altri indumenti per celare la sua identità […] Stiamo lavorando per i divieti preventivi come avviene per le partite di calcio. Quando c’è un alto indice di pericolosità sarà proibito sfilare nel centro delle città, proprio come già avviene quando si impedisce ai tifosi di andare in trasferta»

Insomma, un giro di vite per garantire maggiore sicurezza. Alfano ha voluto anche ringraziare le forze dell’ordine ritenute in grado di saper controllare al massimo la situazione evitando ingaggi che avrebbero potuto avere conseguenze devastanti:

«Sono stati messi a disposizione uomini e mezzi adeguati all’evento, ma la gestione della piazza compete ai tecnici. Mentre esplodono le bombe carta, uomini e donne delle forze dell’ordine devono prendere decisioni. E io posso dire che hanno fatto una scelta intelligente perché i manifestanti volevano essere inseguiti in modo che si scoprissero i presidi che impedivano ai manifestanti l’accesso al centro storico della città. Hanno lanciato le molotov per distrarre gli agenti e pianificare attacchi altrove, invece si è riusciti a impedirlo»

Dal punto di vista delle indagini, Alfano ha ribadito come ci sia stata una grande attività di prevenzione e di controllo dopo la manifestazione:

«C’è stata una robusta attività di prevenzione con 2 arresti, 52 denunce, 32 espulsi e tantissimo materiale sequestrato. Oltre la metà erano stranieri. Il lavoro è andato avanti dopo il corteo, con 5 arresti, 17 denunce e 32 persone portate in questura per controlli. Certamente il bilancio sarà ulteriormente positivo per chi indaga»

aggiungendo che l’obiettivo dei contestatori era quello di arrivare a Expo Gate in piazza Cairoli (ma il ministro dice, sbagliando, piazza Cadorna) ed alla Scala:

«Nel caso specifico, i contestatori avevano deciso di assaltare l’Expo gate di piazza Cadorna e poi arrivare fino alla Scala. Questo era il peggio»

e che la dispersione dei manifestanti dopo mezz’ora rappresenta un successo delle autorità:

«Sicuramente no. Però quanto è accaduto venerdì con le maschere antigas e le tute nere abbandonate appena mezz’ora dopo gli scontri per me rappresenta la resa dei violenti»

RENZI:  «QUATTRO TEPPISTELLI FIGLI DI PAPA’»

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in un’intervista al Tg2, ripreso dal Corriere della Sera, ha dato una sua lettura dei fatti, dicendo che:

«Gli italiani sanno da che parte stare. Hanno cercato di rovinare la festa, ma quattro teppistelli figli di papà non riusciranno a rovinare Expo e Milano è molto più forte di quello che questi pensano»

Ma gli arrestati sembrano tutto fuorché figli di papà. Sono cinque le persone bloccate in flagranza di reato, due donne di 33 e 42 anni e tre uomini di 33, 42 e 27 anni. Sono indagati per lesioni, getto pericoloso di cose e oltraggio. I carabinieri hanno denunciato 14 persone  che devono rispondere di porto di oggetti atti a offendere e detenzione di materiale esplodente. Dieci di queste hanno dei precedenti e la loro età è compresa tra 31 e 57 anni. Tra di loro due donne. Si tratta di operai, studenti e disoccupati. E la Procura, continua La Stampa, sta valutando per gli indagati il reato di “devastazione”, la cui pena massima è di 15 anni di reclusione. 

CONTESTATORI PROVENIENTI DALL’ITALIA E DALL’EUROPA –

La polizia ha fermato ieri in via Washington 14 persone di nazionalità greca. Questi vanno ad aggiungersi alle 47 persone denunciate a piede libero e fermate tra il primo maggio e ieri sera. I carabinieri venerdì sera hanno bloccato degli italiani in metropolitana provenienti dalla Liguria, dalla Campania e da Trento con negli zaini maschere antigas e martelli. Tre persone sono state bloccate mentre caricavano in auto mazze e molotov, tre francesi ed un inglese sono stati fermati ed espulsi tra mercoledì e giovedì scorso, così come i 20 francesi denunciati a piede libero e i tre tedeschi che la polizia ha dovuto fermare due volte prima che il giudice civile convalidasse il loro allontanamento immediato.

I CINQUE ARRESTATI E LE INDAGINI IN CORSO

Per quanto riguarda i cinque arrestati, la più anziana ha 42 anni ed è conosciuta come delinquente comune dalle forze dell’ordine. A seguire c’è una ragazza di 23 anni di Rozzano, nell’hinterland milanese, senza precedenti ma considerata «antagonista», un uomo di 32 anni di Alessandria, sconosciuto alla polizia; un altro di 33 anni di Milano, con precedenti specifici per resistenza, un 27enne di Lodi, considerato senza precedenti. Nessuno di loro è accusato di lesioni. Sarà difficile infine dimostrare per gli altri denunciati la partecipazione agli incidenti. Anche il possesso di bastoni o maschere antigas non vale come prova ma solo come indizio. Per gli arresti bisognerà aspettare il proseguo delle indagini.

GELMINI: «PISAPIA UN PO’ IPOCRITA»

«C’è una maschera d’ipocrisia sul volto di questa sinistra, che a Milano se la canta e se la suona. Dopo aver spalancato le porte al dialogo con i no-expo – col ministro Martina che in tutte le occasioni si è mostrato disponibile a discutere con le frange estreme dell’antagonismo e col sindaco Pisapia che ha coccolato i centri sociali che occupavano edifici pubblici e privati – ora salta sul carro della indignazione dei cittadini scesi in piazza per ripulire la città devastata», ha dichiarato Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia Lombardia e deputata FI. «Un po’ troppo comodo stare dalla parte degli offesi quando si e’ gigioneggiato da sempre con gli antagonisti. Le devastazioni erano previste e annunciate. La polizia le ha circoscritte e ha fatto il suo dovere più che bene. Ma oggi occorre una svolta. La proposta del ministro Alfano, che prevede di vietare le manifestazioni a rischio, benché tardiva, può essere presa in esame. A patto che non sia la solita dichiarazione a caldo, poi puntualmente boicottata dai fiancheggiatori degli antagonisti. L’iniziativa unitaria del Centrodestra, promossa per domani, non è una contromanifestazione».

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