Migranti
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La “caccia al nero” sui treni per l’Austria

Oggi Repubblica, in un pezzo a firma di Jenner Meletti racconta il viaggio della speranza (bloccati) sui migranti nei treni verso la Germania. Le persone vengono “selezionate” in base al colore della loro pelle e fermate dalla Polizia prima di salire a bordo dei convogli.

Un pugno di rabbia contro la porta che non si apre. «Sit down» aveva detto il poliziotto italiano al ragazzo nero. L’aveva visto nascosto dietro un carrello. «Collega, guarda, quel carrello ha le scarpe». «Giovane, siediti su questa panchina. Se ti va bene, partirai la prossima volta». Appena il treno 188 Bologna — Monaco si muove, il ragazzo — avrà 15 anni — scatta verso il binario, non riesce ad aprire la porta bloccata e tira il pugno sul vetro. Un conto è raccontare «occhi pieni di rabbia e disperazione». Altro conto è vederli, decine, centinaia di volte in appena 24 ore, su questa tratta Verona — Brennero dove da un mese a questa parte puoi salire soltanto se hai la pelle bianca.
Bolzano, ore 11.04 di ieri, binario 3. Davanti ad ogni porta del treno 88 Verona — Monaco ci sono poliziotti, italiani ma anche austriaci e tedeschi. Almeno cento africani, quasi tutti eritrei, provano a salire. I poliziotti dicono no, senza spiegare. Non chiedono documenti, tantomeno i biglietti. Dicono no o nein, allargano le braccia. «Scusi, ma quali sono i criteri di selezione?». «Entri. Salga lei che può salire e non faccia domande».

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I POLIZIOTTI E LA COLLETTA PER AIUTARE – «E queste persone capaci di attraversare i deserti ed i mari — dice Mario De Riu, segretario del sindacato di polizia Siulp al quotidiano — pensi di fermarli con la Polfer? Guardi, i controlli della Trilaterale (pattuglie miste di Polizia italiana e di Polizei austriaca e tedesca, ndr) sono nati nel 2001 con il trattato di Schengen. Dal novembre scorso le pattuglie sono diventate più attive. Ma in questo ultimo mese tutto è cambiato. Si “selezionano” i viaggiatori impedendo l’accesso ai treni. Io ho chiesto ai superiori: ma questa selezione che basi ha? Basta entrare in una stazione: la cernita è fatta sulla base del colore». Ma c’è anche la solidarietà degli agenti:

Guido De Angelis, delegato di base del Siulp, lavora al commissariato Ps del Brennero. «Sì, abbiamo fatto delle collette fra noi poliziotti, prima che aprisse Volontarius. Cibo e coperte, latte per i piccoli. Ma l’abbiamo fatto per noi stessi. Torni a casa, trovi moglie e figli, un letto e un pasto caldo. Se non hai fatto nulla per questa povera gente che scappa da guerra e fame, come ti puoi sentire?».
Alle 12,01 il treno 88 parte per l’Austria. Anche qui la Trilaterale blocca gli accessi. Quindici eritrei restano a terra. Un’anziana signora bionda nella carrozza 257 fa dei segni al Polizei austriaco. Indica la toilette, fa capire che c’è un nero nascosto lì. Questi invasori vanno respinti. Ma si apre la porta della carrozza 258. Un’altra donna allunga una mano e offre 20 euro a una bambina eritrea. «Buona fortuna», le dice.

(foto Ansa Ciro Fusco)