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Rimborsopoli, Nicole Minetti e Renzo Bossi a processo

Rimborsopoli, Nicole Minetti e Renzo Bossi insieme ad altri oltre 50 ex consiglieri regionali a processo con accuse di peculato e truffa: utilizzarono fra il 2008 e il 2012 i fondi pubblici assegnati ai gruppi politici regionali per farsi rimborsare prebende e benefici di ogni tipo, fino anche al famoso caso delle crépes alla Nutella pagate con i soldi dei contribuenti.

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RIMBORSOPOLI, ARRIVANO I RINVII A GIUDIZIO

Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Milano ha ritenuto fondata la richiesta di giudizio per moltissimi degli imputati. La parte del leone la fanno consiglieri dell’ex maggioranza a sostegno del governatore Roberto Formigoni, scrive il Corriere della Sera nella sua edizione lombarda:

Il gup di Milano Fabrizio D’Arcangelo ha rinviato a giudizio 56 ex consiglieri lombardi accusati a vario titolo di peculato e truffa per le presunte spese «allegre» con i rimborsi regionali. Altri tre sono stati condannati in abbreviato a pene tra i 18 e i 24 mesi. Tre prosciolti e un assolto. Il processo inizierà il primo luglio. Per quella data, tra gli altri, dovranno affrontare il processo davanti ai giudici della decima sezione penale anche gli ex assessori della giunta Formigoni Romano Colozzi, Massimo Buscemi e Giulio Boscagli, l’ex presidente del consiglio regionale Davide Boni e l’ex consigliere Stefano Galli (entrambi in quota al Carroccio), tutti all’epoca dei fatti esponenti della maggioranza

Lo scandalo era partito proprio dalla posizione dell’ex presidente del consiglio regionale, Davide Boni, indagato per truffa al tempo in un altro filone di inchiesta. Le posizioni di Nicole Minetti e di Renzo Bossi, scrive Repubblica, sono estremamente dettagliate.

Nicole Minetti, alla quale sono state contestate spese indebite per 19mila 651,96 euro: soldi in gran parte usati per ristoranti e bar, ma anche per l’acquisto di oggettistica all’Ikea e del libroMignottocrazia di Paolo Guzzanti. Poi c’è ‘il Trota’, il secondogenito di Umberto Bossi, il quale, secondo l’accusa, tra il 2010 e il 2012 si sarebbe appropriato della somma complessiva di 15mila 757,21 euro per aver messo in conto caramelle, gomme da masticare, cocktail come Mojito, Campari e Negroni, patatine, barrette ipocaloriche, giornali, sigarette, un iPhone con custodia protettiva, caricabatterie, auricolari, un computer e il libro Carta straccia di Giampaolo Pansa.

Anche esponenti della minoranza sono coinvolti nelle inchieste.

Per le opposizioni sono stati rinviati a giudizio Chiara Cremonesi, Luca Gaffuri ed Elisabetta Fatuzzo. Dei quattro imputati che avevano scelto il rito abbreviato, il gup ha condannato a due anni di reclusione sia Carlo Spreafico (Pd) sia Alberto Bonetti Baroggi, eletto nelle liste del Pdl e che ha restituito alla Corte dei Conti la cifra contestata, e a un anno e mezzo di carcere Angelo Costanzo (Pd)

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RIMBORSOPOLI, DAI TORRONI ALLE CENE NEI RISTORANTI DI LUSSO

Si ricordano alcune delle regalie che i consiglieri si attribuirono con i soldi dei cittadini.

Gli ex consiglieri – pochi sono ancora in carica – sono accusati di aver utilizzato, tra il 2008 e il 2012, i fondi pubblici assegnati ai singoli gruppi regionali per spese personali, tra le quali l’acquisto di torroni, gratta e vinci o cartucce da caccia, e per pagare cene a base di aragosta e sushi oppure merende con piadine e nutella. Il tutto per circa tre milioni di euro.

Avevamo raccontato la storia della rimborsopoli lombarda anche su queste pagine; i regali e le prebende che i consiglieri regionali misero sul conto dei fondi attribuiti ai gruppi per l’attività politica comprendevano “il conto di quattro pizze da asporto, un cocktail da offrire agli amici, spese per negozi alimentari, macellerie e agriturismi”, per non parlare di “ristoranti di lusso” milanesi: il Pd Carlo Spreafico si fece rimborsare anche delle crepes alla Nutella.