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Ztl Roma, il Tar di nuovo contro Ignazio Marino

Ztl Roma, il Tar di nuovo contro la giunta di Ignazio Marino: i giudici amministrativi tornano a bocciare l’azione dell’amministrazione con una delibera che mette una linea rossa sulla delibera del 30 aprile 2014 scorso, quella con cui si erano alzati gli importi di ingresso al centro storico: un gruppo di professionisti che lavora abitualmente dentro le Mura Aureliane ha ottenuto che l’aumento per gli ingressi in Ztl venisse annullato.

ZTL ROMA, IL TAR BOCCIA ANCORA IGNAZIO MARINO

Secondo il Tar, scrive la cronaca di Roma del Messaggero, “la delibera in questione ha provocato un abnorme incremento degli importi dei permessi di accesso. A titolo esemplificativo il permesso di uno dei ricorrenti subirebbe un incremento di ben 802 euro”; non solo, secondo i giudici è il Campidoglio stesso ad aver ammesso, secondo la sua difesa in giudizio, che “le odierne determinazioni non sono frutto di studi particolari ma di una scelta politica tesa a disincentivare l’uso del mezzo privato a favore di quello pubblico o altre forme di mobilità”: questo proverebbe che il provvedimento adottato da Palazzo Senatorio “manca di istruttoria”.

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ZTL ROMA, “QUOTE ALZATE IN MANIERA SPROPORZIONATA”

E se è vero che il Campidoglio può discrezionalmente alzare gli importi nella maniera che ritiene opportuna, è anche vero che “le quote e le decisioni devono essere ancorate a criteri di razionalità, ragionevolezza e proporzionalità”. Il che non sarebbe per nulla il caso della delibera dello scorso aprile, visto che “il permesso di uno dei ricorrenti subirebbe un incremento di ben 802 euro”; non solo, secondo i giudici l’aumento dei costi delle Ztl doveva basarsi sul Piano Generale del Traffico, che al tempo della delibera non era ancora stato approvato. Ora la palla passa di nuovo al Campidoglio, che potrebbe accogliere i rilievi del Tar e riscrivere da capo la delibera, oltre a fare ricorso al Consiglio di Stato.