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Nei panini, nelle mutande e nelle scarpe: come entrano le bombe allo stadio

Le bombe carta e i dieci feriti del derby di Torino hanno riaperto il dibattito sul fenomeno ultras e sulla sicurezza: una stanca litania che ascoltiamo da anni. Task force, tolleranza zero e pene esemplari sono i soliti punti all’ordine del giorno, riproposti nel corso del tempo dai protagonisti del calcio e delle istituzioni che si sono succeduti via via, in cerca di una soluzione se non definitiva quantomeno efficace. Invece i tornelli, le tessere del tifoso, i daspo e i settori famiglia non hanno avuto l’effetto sperato. Il bilancio del post Toro-Juve parla chiaro: 6 persone arrestate e 15 quelle denunciate, due deferimenti e sedici divieti di accedere alle manifestazioni sportive per i prossimi anni. Nulla da fare insomma: gli stadi continuano a essere zone franche al cui interno accade ed entra di tutto, nonostante i controlli. Tipo la bomba carta lanciata in Curva Primavera dai tifosi bianconeri a quelli granata.

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Panino petardo

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COME E PERCHE’ – Se non vengono tirati sugli spalti e fanno feriti, gli ordigni esplodono a bordo campo per la gioia delle orecchie dei presenti e per le casse delle società, multate a ogni fragoroso botto. Alle perquisizioni, anche quando fatte in maniera accurata e spesso per distrazione, negligenza o per motivi di tempo ciò non avviene, qualcosa può sempre sfuggire, vista l’inventiva e l’organizzazione dell’ultras medio. Ogni tasca, ogni nascondiglio, ogni cavità è buona. Racconta la Gazzetta dello Sport oggi in edicola:

Alla visione di certe immagini il primo pensiero è sempre lo stesso: “Ma com’è possibile che qualcuno riesca a portare all’interno di uno stadio delle bombe carta?”. In effetti tra tornelli, telecamere di sorveglianza, polizia e steward, la sicurezza dell’ordine pubblico all’interno dello stadio ha fatto grossi passi avanti negli ultimi anni. Ma, chiaramente, durante il percorso che ha portato lo Stato ad affinare i controlli, i violenti hanno affinato anche il modo di aggirare l’ostacolo. […] Nascondersi petardi o altro materiale addosso, nelle parti intime, tra i capelli o nelle cerniere dei cappucci dei piumini, è più semplice di quanto si pensi. E attraverso il mercato nero, oggi è sempre più facile acquistare materiale pirotecnico illegale.

Photocredit copertina ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO