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Berlusconi ora lancia le liste delle «vittime della giustizia». Nodo Italicum per Fi

Aveva già provato la carta animalista. O la promessa-slogan delle “dentiere gratis per tutti“, alla ricerca di voti. Adesso, in vista delle Regionali che, sondaggi alla mano, rischiano di tradursi in un nuovo flop per Forza Italia (mai così in basso nei consensi, 12% circa), Silvio Berlusconi proverà a lanciare anche le «liste delle vittime della giustizia», come riporta Paola di Caro sul Corriere della Sera. Insieme ad Arturo Diaconale (il direttore de “L’Opinione” al quale il Cav affidò il compito di creare una struttura interna ai club Forza Silvio che raccogliesse i casi di malagiustizia, ndr) l’idea dell’ex premier è quella di presentare le liste almeno in Campania e Liguria. Ma il problema reale del Cav resta la tenuta dello stesso partito, balcanizzato e diviso, a pochi giorni dal passaggio parlamentare decisivo sull’Italicum.

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BERLUSCONI E IL NODO ITALICUM –

Dopo lo strappo al patto del Nazareno, Verdini sta cercando da settimane di convincere Berlusconi a “resuscitare” l’intesa con Renzi. Le voci sulle (presunte) nuove aperture berlusconiane al premier, però, sono state smentite dal capogruppo Renato Brunetta, che ieri ha annunciato la scelta di Forza Italia dell’Aventino in commissione sulla legge elettorale. Proprio come M5S, Sel, Lega Nord. Eppure, dopo le urne di fine maggio, lo scenario potrebbe essere ben diverso, confidano i Nazareni azzurri legati al senatore toscano. Anche perché dalle aziende di famiglia le pressioni sono forti per spingere Berlusconi ad abbandonare la linea d’opposizione. E recuperare la pax nazarena. 

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Al momento, però, sembra escluso che Fi decida un’inversione a 360° e un voto positivo all’Italicum. Nell’incontro con il gruppo parlamentare, previsto per oggi pomeriggio, Berlusconi dovrebbe ribadire la contrarietà di Fi all’Italicum. Certo, in Aula il gruppo potrebbe però separarsi. Perché la fronda dei 17 deputati che già firmò il documento critico contro il “no” alle riforme costituzionali scalpita. E Verdini prepara un eventuale “soccorso azzurro“. Soprattutto se i numeri di Renzi diventassero precari, di fronte a una “Renzistenza” (cit. Gramellini, La Stampa, ndr) della sinistra Pd sulle riforme. Anche dai verdiniani, però, si cerca di smentire l’idea che l’ex plenipotenziario azzurro stia lavorando per creare gruppi autonomi sia alla Camera che al Senato. Un’ipotesi però non smentita negli scorsi giorni tra i corridoi di Montecitorio, seppur considerata “un’extrema ratio“.

FITTO, PER BERLUSCONI È (DI FATTO) FUORI DAL PARTITO –

Di certo, tra il cerchio magico azzurro e l’area verdiniana i rapporti si sono ormai complicati. Anche se il consigliere politico Giovanni Toti ha allontanato possibili divorzi: «Il gruppo parlamentare, dopo ampia discussione con posizioni anche diverse, ha votato all’unanimità sulle riforme costituzionali e ha trovato una sintesi. Fi sulla legge elettorale non si spacca». In realtà sulle riforme i verdiniani spiegarono di aver seguito la linea soltanto come “ultimo atto di fedeltà” nei confronti del Cav. Il rischio nello scontro Verdini-Berlusconi? Un remake della faida tra il Cav e la fronda di Fitto, che aspetta ormai il via libera del capo dei ribelli anti-Nazareno per la separazione ufficiale. Ricomporre, in questo caso, sembra impossibile. Anche perché, in vista del derby nelle urne pugliesi, le tensioni aumenteranno. Anche l’ultima proposta dell’ex governatore azzurro, quella di organizzare primarie tra l’oncologo Francesco Schittulli (sostenuto dai dissidenti) e Poli Bortone (appoggiata dal resto del partito azzurro), è stata rifiutata. Anche perché, per Berlusconi, il caso Fitto è ormai chiuso. Con il ribelle considerato, di fatto, fuori dal partito. Al di là dell’ufficialità e di eventuali provvedimenti disciplinari.

Sarà sempre lui a decidere la linea, ribadirà oggi il Cav. Anche chi dovrà rappresentare il partito nelle comparsate televisive. Sarà Andrea Ruggieri – nipote di Bruno Vespa – a coordinare con Debora Bergamini le presenze dei forzisti in tv. Tradotto, niente spazio per le polemiche e per il dissenso.