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L’Arabia Saudita ha fermato i bombardamenti in Yemen

Dopo un pioggia di bombe durata un mese e il coinvolgimento di americani e iraniani termina la campagna di bombardamenti decisa dai sauditi contro gli Houthi yemeniti.

 

hadi yemen

ALL’IMPROVVISO SI TROVA UN ACCORDO PER LO YEMEN –

Ieri in breve sequenza sono apparsi diversi comunicati, da Teheran uno che annunciava il raggiungimento di un accordo politico per lo Yemen, da Washingont il report sul colloquio tra il re saudita Salman e il presidente americano Obama, con l’americano che avrebbe esortato il Saud a smettere con le bombe e a proteggere i confini del regno, mentre da Riyad partiva prima l’annuncio della mobilitazione della Guardia Nazionale e poi a sopresa, sul far della sera, quello che a mezzanotte sarebbero cessati i bombardamenti, perché «la minaccia era cessata» e «gli obiettivi sono stati raggiunti». A ruota arrivava il deposto presidente yemenita Hadi che dall’Arabia Saudita faceva sapere di aver chiesto lo stop all’azione militare Decisive Storm. Poi sono arrivati anche gli Houthi che hanno confermato il raggiungimento di un accordo. A mezzanotte tutto lo Yemen era lì ad aspettare di vedere se i bombardamenti sarebbero finiti davvero e l’ansia è corsa palpabile anche sui social network, anche perché i sauditi hanno bombardato fin quasi allo scadere del termine. I bombardamenti sulla capitale sono effettivamente cessati, ma da Aden giungono notizia di combattimenti e ancora bombardamenti dal cielo e dal mare in mattinata.

I PROTAGONISTI YEMENITI –

Sempre in ritardo Hadi, anche quando i sauditi cominciarono a bombardare lo Yemen arrivò lungo, facendo sapere di aver chiesto l’aiuto saudita dopo che le prime bombe avevano cominciato a cadere, una tardiva legittimazione da lui che era tornato a fare i presidente pochi giorni dopo essersi dimesso. Il tutto comodamente seduto a Riyad insieme al suo primo ministro, nominato due giorni fa perché il vecchio governo si è dissolto e per ora in Yemen nessuno gli riconosce il potere di nominare un governo. Ieri sembrava che i sauditi avessero conquistato un alleato importante con la dichiarazione di favore delle tribù del Sudest, storicamente ostili agli Houthi del Nordovest e che gli americani fossero pronti a buttarsi nella mischia ingaggiando un convoglio di rifornimenti iraniani in arrivo per gli Houthi e i loro alleati, tra i quali figura anche l’ex dittatore Saleh che a lungo li aveva repressi in passato.

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