Gianni Morandi
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Gianni Morandi e i migranti che Facebook continua a insultare

«Gianni smetti di fare il comunista col c**** degli altri». Diversi fan non apprezzano l’ultimo post social di Gianni Morandi. Il cantante ha commentato così le ultime tragedie del mare: «A proposito di migranti ed emigranti, non dobbiamo mai dimenticare che migliaia e migliaia di italiani, nel secolo scorso, sono partiti dalla loro Patria verso l’America, la Germania, l’Australia, il Canada. Con la speranza di trovare lavoro, un futuro migliore per i propri figli, visto che nel loro Paese non riuscivano ad ottenerlo, con le umiliazioni, le angherie, i soprusi e le violenze, che hanno dovuto sopportare! Non è passato poi così tanto tempo». Ma sotto c’è chi non è d’accordo con l’artista.
Ci sono varie tipologie di persone che discordano dal pensiero di Gianni Morandi. Ecco quali.

Gianni Morandi
Uno dei flame sotto i commenti con più like.

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GIANNI MORANDI E I PARANOICI DELLO STUPRO

– Tra i commenti allo status di Morandi ci sono quelli che pensano che il migrante (specialmente via barcone) sia solo e sempre un criminale: stupra, ruba, investe persone.

Certo hai ragione….ma i nostri nonni non andavano in giro a rubare non andavano ad ubriacarsi x poi uccidere anime innocenti sulle strade….non violentavano le donne indifese….i nostri nonni avevano rispetto x la patria che li ospitava!!! Loro non hanno rispetto x noi Gianni……x noi che viviamo quasi in miseria x aiutarli anzi, hanno più di noi!!! Scusami Gianni ma se stiamo diventando razzisti…

Scusaci Gianni eh.

Gianni Morandi
Uno dei pericoli più comuni: i migranti che tolgono i crocifissi

GIANNI MORANDI E I MILLE FIGLI DI MILLE MINATORI –

Sarà stata la foto vintage, il ricordo della grande emigrazione italiana, ma in molti ricordano sotto lo status del cantante le fatiche del nonno o del padre. E spuntano diversi figli di minatori o chi la miniera – nonostante il 2015 – la conosce molto bene. La vita del nonno è diversa rispetto a quella di chi arriva sulle nostre coste. Spesso nei commenti parte una gara a chi ha il parente “emigrato” più figo.

In Belgio non passavi la frontiera se non avevi il contratto di lavoro ( parlo per esperienza personale ) non siamo mai stati mantenuti dal governo belga…! Mio padre è morto all’età di 56 dopo aver lavorato per anni in Miniera!!!

Poco importa se molti migranti che arrivano sulle nostre coste sono laureati o hanno lasciato un mestiere nel loro Paese in guerra.

Gianni Morandi
Vince il premio emigrato migliore

GIANNI MORANDI E IL TEAM E.R. – Ci sono poi diversi commenti riguardo ai controlli sanitari che subivano i nostri nonni. Molti ritengono che quelli effettuati ai primi del ‘900 siano più efficaci rispetto allo screening sanitario attuale che ogni migrante riceve al suo arrivo.

Gianni Morandi
Quando c’era la quarantena si stava meglio

«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».

Questo non è un commento sotto lo status Facebook di Gianni Morandi ma una presunta relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, datata ottobre 1919. Sulla veridicità del testo si è aperto un dibattito. E non c’è alcuna certezza, anzi. Ma come spiegò Paolo Attivissimo, al di là che sia vero o falso, la citazione rispecchia comunque fedelmente il sentimento dell’epoca.