Ignazio Marino gradimento a picco
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Ignazio Marino, gradimento a picco: peggio di Gianni Alemanno

«Peggio di Alemanno». È una frase che risuona da qualche tempo nei bar di Roma. Ma non solo. Da ieri è anche il giudizio – certificato – che una buona fetta di romani affibbia al sindaco Ignazio Marino. Un sindaco mai realmente in armonia con una città che lo ha eletto poco meno di due anni fa.

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E proprio alla vigilia del compleanno della città eterna, è arrivato, a suggellare un amore mai nato, il sondaggio sul gradimento dei sindaci. Una vera e propria debacle per il primo cittadino della capitale, relegato all’82esimo posto, con un risicato 49% di consensi, anni luce lontano da Dario Nardella, primo in classifica, dall’alto del suo 65%.

Una debacle, quello di Marino, in qualche modo annunciata dal famigerato sondaggio che vedeva il sindaco della Capitale bocciato da 8 romani su 10 e che l’allora capogruppo democratico, D’Ausilio rese pubblico; un gesto, assai masochistico, in pieno stile Pd, che però gli costò il posto.

Ieri la conferma dal sondaggio IPR Marketing per il Sole 24 ore. Una conferma di una bocciatura da parte dei cittadini romani. Una bocciatura che non si è tramutata in sfiducia politica anche e soprattutto grazie all’inchiesta di Mafia Capitale, che ha contribuito non poco a rilanciare l’immagine del sindaco Marino, confermandone comunque l’onestà e il rigore morale.

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Ma purtroppo per il primo cittadino della Capitale, i numeri parlano chiaro. Anche Gianni Alemanno, che in cinque anni è riuscito nell’impresa di affossare l’immagine e la vivibilità di Roma, dopo i primi due anni di mandato poteva vantare un “bottino” migliore: un 42esimo posto con un 55% di consenso. Per non parlare dalle vette cui giungeva Walter Veltroni, che al secondo anno del secondo mandato era in 14esima posizione con il 60% di consensi.

Risalire questa china è molto difficile. Anche perché Ignazio Marino ha dimostrato di avere poca attitudine all’ascolto, e poca capacità di mediazione politica, come il recente caso Sabella, con la conseguente sfuriata nei confronti di SeL e del Presidente Zingaretti, ha rischiato di mettere in bilico la tenuta della maggioranza in Comune. Pensare di poter questa amministrazione è difficile, forse è giunto il momento che il centrosinistra romano inizi a ragionare su una nuovo progetto di rilancio della Capitale.

(Photo credit  BEATRICE DI CARO/AFP/Getty Images)