Sciopero Atac Roma 17 aprile 2015
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Sciopero Atac Roma, oggi parte l’inchiesta: “Perché la metro era ferma prima dello stop?”

Sciopero Atac Roma, oggi parte l’inchiesta interna della municipalizzata del trasporto pubblico di Roma Capitale: il Campidoglio vuole la linea dura, il sindaco Ignazio Marino ha già annunciato “licenziamenti” anche da domani, da martedì. Che si possa fare, che si riesca effettivamente ad agire con sanzioni disciplinari definitive, è tutto da vedere: ma le intenzioni dell’amministrazione di Roma Capitale sembrano essere più che nette che mai. Il disastro dello sciopero di venerdì 17, completo di evacuazioni di stazioni della metropolitana e di occupazione dei binari da parte dei passeggeri, ha solo iniziato a produrre conseguenze.

SCIOPERO ATAC ROMA, OGGI PARTE L’INCHIESTA

Perché i treni sono stati fermati prima dell’esaurimento delle fasce di garanzia? Perché i convogli sono stati evacuati a metà strada? Perché è arrivato l’ordine dalla Direzione Centrale del Traffico Atac? Tutto questo dovrà appurarlo l’inchiesta interna della disciplinare.

Nel mirino delle ultime ore è finita la Dct, la “Direzione Centrale del traffico” della Garbatella che controlla il movimento di tutti i treni della linea A.

Sarebbe stato in loco anche Guglielmo Renzi, il responsabile della Metro A che, “data la delicatezza della situazione pre-sciopero, avrebbe coordinato direttamente le operazioni”. Renzi è arrivato alla Dct dopo lo sciopero selvaggio di Capodanno, e ora rischia di essere ulteriormente rimosso: “Una decisione grave e pericolosa” quella di far evacuare a metà percorso i treni regolarmente partiti, dicono dal Campidoglio: secondo alcuni, dettata dal panico del momento.

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SCIOPERO ATAC ROMA: POLEMICHE, MACCHINISTI E DIRIGENTI

L’Atac ha incaricato un perito fonico di analizzare la voce che si sente distintamente nel video e che ordina l’evacuazione dei convogli. E’ stato l’ordine della Dct a “convincere” il macchinista a far scendere i passeggeri? O è stata una scelta autonoma di uno degli esponenti di quella che le malelingue di Atac definiscono una vera e propria “casta”, i macchinisti, accusati di fare turni di 6 ore di cui solo 3 effettivamente alla guida? O ancora, l’errore è stato nel management di Atac, inadeguato, contestato e superficiale?

Una sottovalutazione generale nelle relazioni industriali (il capo è Luca Masciola, già direttore del personale di Trambus, rinviato a giudizio per Parentopoli) dell’impatto dello sciopero proclamato da Ugl e Faisa. Le due sigle erano anche disposte a ritirare la protesta davanti ad un riconoscimento da parte dell’azienda.

Così descrive uno dei fattori del pasticcio del venerdì 17 il Corriere della Sera nella Cronaca di Roma: il direttore d’esercizio di Metro A, Vittorio Sebastiani, “è più figurativo che reale”, visto che si è dimesso dopo i pasticci dell’apertura della stazione Centocelle di Metro C ma è ancora al suo posto visto che il ministero dei Trasporti non ha mai dato l’ok alla sua rimozione; il suo ruolo viene esercitato da Gennaro Antonio Maranzano, condannato in primo grado per disastro ferroviario a Civita Castellana, quando era direttore di Met.Ro.