La vera drammatica trama de La Dama Velata di Miriam Leone spiegata a chi non l’ha capita proprio bene

di Redazione | 17/04/2015

Siamo nel gaudente Trentino di fine Ottocento. Clara Grandi (l’ormai celeberrima Miriam Leone) è una giovane contessa costretta dal padre a un matrimonio combinato con il Conte Guido Fossà, che è giovane e bello, ma ha il vizietto del gioco d’azzardo e della duraggine di comprendonio, quindi si è fumato gran parte della sua ricchezza, rimanendo da un lato con un mucchio di debiti e dall’altro con una capigliatura particolarmente hipster che fa sospettare giacimenti di gel per capelli laddove oggi sorge il casello autostradale di Egna-Ora. Perché un padre – nobile, ricco, con una splendida tenuta in campagna che si chiama San Leonardo – dovrebbe dare in sposa la propria unica figlia a un simile spiantato? Semplice, perché la odia.

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Il conte Guido Fossà, e sopratutto i suoi capelli (Foto: La dama velata/RaiFiction)

Il matrimonio tra Clara e Guido comincia malino, ma poi i due si scoprono innamorati. Nasce una bambina, Aurora.

Ma – e qui le cose si complicano, vi consigliamo di prendere appunti soprattutto sul numero delle zie – a tramare contro la felicità di Clara e Guido ci pensa zia Adelaide (zia numero 1), la zia di Clara, che, insieme al di lei cugino, Cornelio, da anni cerca un modo per togliere di mezzo Clara e beccarsi tutta la sua eredità quando il conte Grandi finalmente stenderà le gambe. La nascita di Aurora rappresenta un problema, perché Adelaide (sempre la zia numero 1) vede la sua eredità allontanarsi sempre di più, e infatti tenta due volte di far abortire Clara, addirittura buttandola già dalle scale. Nonostante questo Clara continua a essere convinta che Adelaide possa vincere il premio Miglior Zia dell’anno. Il guazzabuglio sembrerebbe senza uscita per la povera zia numero 1, la quale però capisce che per beccare l’eredità bisogna solo sbarazzarsi di Clara, visto che la bambina è piccola e Guido è facilmente manipolabile (tradotto: non è esattamente un fulmine di guerra).

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Clara con la dolce Aurora in braccio (Foto: La dama velata/RaiFiction)

Nel frattempo, Guido ha anche un po’ i suoi problemi e non solo di look. Dal nulla compare Gerard, un suo amico di zingarate di quando viveva a Parigi, che lo ricatta: tu dammi i soldi e io non vado in giro a dire che tu hai ucciso la tua prima moglie, Amelie. Guido, per trovare i soldi che non ha e pagare il silenzio di Gerard, si rimette a giocare d’azzardo. Sentendosi fortunato, decide anche di farsi la fabbrichètta per vivere il sogno padano e insieme a un socio, Ludovico, mette in piedi un setificio (No, siamo sempre in Trentino. L’ambientazione non si è magicamente spostata a Cernobbio e non diventa un crossover con Una Grande Famiglia. Trentino, siamo in Trentino). Nei suoi viaggi di lavoro Guido conosce la Baronessa Annabelle, che salta addosso a Guido nel tentativo di corrompere la sua virtù. Guido per un po’ resiste e resta fedele a Clara ma poi, dopo un po’ di puntate e dopo aver scoperto quello che lei combina in 1992, cede.

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La baronessa Annabelle seduce Guido (Foto: La dama velata/RaiFiction)

Intanto a San Leonardo – la tenuta del padre di Clara, luogo amatissimo da Clara stessa perché ci ha trascorso l’infanzia – le cose proseguono come sempre, ma comincia a esserci una certa maretta tra i contadini. Ricordatevi di un nome in particolare, Matteo, primo amore di Clara poi sposato con la serva Anita, che ha dato alla luce un bambino dopo essere stata violentata da Cornelio (sempre il cugino di Clara che insieme a zia numero 1 trama contro di lei – Oh, non è colpa nostra se La dama velata ha settantadue sottotrame, noi ve l’avevamo detto di prendere appunti). Quindi, Matteo. Ricordatevi questo nome. E adesso state attenti.

Allora, zia Adelaide (numero 1) decide che è il momento di agire: scarica il Torrent de Il sesto senso e prende spunto dalla mamma di Kyra. Comincia ad avvelenare sistematicamente Clara, quindi inizia a sottoporla alla visione quotidiana di fiction di RaiUno ma questo non fa effetto. Decide allora di farle bere bicchieroni su bicchieroni di latte e cannella con l’aggiunta del Laudano, una tintura di oppio usata durante la Guerra di Secessione per alleviare il dolore dei soldati (sì, abbiamo consultato Wikipedia). A furia di bere Clara diventa matta (o forse è l’effetto delle fiction a scoppio ritardato, la scienza non ha ancora trovato una risposta a ciò) e viene rinchiusa in una specie di manicomio.

Per zia Adelaide e Cornelio sembra ormai fatta: Aurora un po’ la zia la odia, ma che ci può fare, se ne riparlerà nella seconda o terza stagione, mentre Guido ormai si è fatto intort… ehm, circuire, dalla Baronessa Annabelle che è in combutta con Adelaide e Cornelio (Noooo! Giura?!?!). Clara però riesce a scappare dalla clinica, corre a San Leonardo dove chiama a gran voce Matteo (ricordatevelo, è importante!) ma qualcuno arriva a cavallo, la spinge nel fiume presumibilmente citando una nota sitcom italiana e il suo corpo se ne va, trascinato via dalla corrente. Tutti la credono morta, ma (TA-DAH!) Clara non è morta: viene raccattata da delle suore, che la rimettono un po’ in sesto. E decide di tornare, per consumare la sua vendetta.

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Clara pensa a come far impazzire ancora un po’ Zia Adelaide (Foto: La dama velata/RaiFiction)

Attenzione che qui viene il bello (!!!). Complici le suore, Clara si inventa una geniale storia sul suo passato: si chiama Emilia, la sua famiglia è morta in un naufragio e lei è rimasta vittima di un incidente che le ha sfregiato il viso. Per questo, da qui in poi Clara è sempre vestita uguale e indossa sempre una veletta nera sul volto e, con questo geniale espediente, riesce a diventare la dama di compagnia di sua zia Matilde (no, non Adelaide, ‘n’altra zia. Questa è una zia buona) e, subito dopo, riesce a tornare a casa sua in qualità di insegnante di pianoforte della piccola Aurora.

Ci torniamo perché forse non vi è chiaro l’afflato di genialità: Clara è in casa sua, a due metri da sua figlia, dal marito fulmine-di-guerra, da zia Adelaide che la odia e dal cugino Cornelio, con il tulle della bomboniera di sua cugina sugli occhi e NESSUNO LA RICONOSCE! Tipo Clark Kent e Superman, tipo Don Diego de la Vega e Zorro, tipo Bunny Tsukino e Sailor Moon! Incredibile.

 

Insomma, tra una scala di pianoforte e l’altra, Clara indaga: fruga in casa alla ricerca del Laudano con cui è stata avvelenata, rode nello scoprire che Zia Adelaide sta buttando tutta la sua roba, si fa consumare dal dubbio che anche Guido sia coinvolto nel complotto. Sempre con quel labbrino tremante che ci fa amare tantissimo Miriam Leone. Con l’aiuto di zia Matilde (zia numero due), Clara mette in scena la sua vendetta: le chiede di andare un attimo all’Esselunga a farsi stampare in doppia copia una sua fotografia, brutalmente strappata da zia Adelaide, e gliela fa trovare nel cassetto. Poi si finge un fantasma e si fa trovare dalla zia mentre pota le piante nella serra. In breve: zia Adelaide impazzisce e viene rinchiusa in manicomio. Tié!

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Zia Adelaide (Numero 1) si prende un coccolone perché crede di aver visto il fantasma di Clara (Foto: La dama velata/RaiFiction)

Siamo ormai vicini all’epilogo: Guido, è accusato di aver ucciso Amelie, di aver ucciso il socio Ludovico, di aver ucciso pure Clara e inizia a insinuarsi il sospetto che possa essere implicato anche nel caso Laura Palmer. È talmente inguaiato che nulla può nemmeno la Bongiorno, e viene arrestato e condannato a morte. Chiede però di vedere Emilia (cioè, Clara col velo davanti) e lì lui le confessa di aver scoperto degli intrighi di Adelaide e Cornelio, di aver intestato San Leonardo a Aurora e che nel frattempo il reggente sarà Matteo, che si scopre essere il fratello gemello di Clara. Confessa inoltre a Emilia che sì: lasciava sempre la tavoletta del cesso aperta, ma potesse tornare indietro cambierebbe tutto, perché lei, Miriam Clara Emilia Leone, era il suo vero amore puro purissimo. Clara capisce che Guido l’amava veramente e, quindi, decide di alzarsi la veletta e svelare la sua vera identità, e lui finalmente la riconosce (e ci mette pure un paio di secondi di troppo). L’avevamo detto che non era un fulmine.

Guido però è sempre condannato a morte. Clara, che ormai ha fatto trenta e può anche fare trentuno, va a recuperare Gerard, che confessa tutto: Amelie, la prima moglie di Guido, si è suicidata, Ludovico è stato ucciso da Gerard stesso, Clara è viva e vegeta e Laura Palmer l’ha uccisa (SPOILER!) il nano. Quindi Guido si ritrova graziato senza muovere manco un mignolo, con la moglie accanto e la figlia Aurora che sa suonare bene il pianoforte.

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L’abbraccio finale tra Guido e Clara – Dove Clara somiglia incredibilmente ad Avril Lavigne (Foto: La dama velata/RaiFiction)

E vissero per sempre felici e contenti.

(Scritto da Valentina Spotti e Maghdi Abo Abia – Si ringrazia Annarita Ficco per il riassunto delle puntate che ci siamo persi. Cioè tutte.)

(Photocredit copertina:  La dama velata/RaiFiction)