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Strisce blu Roma, il ritorno: approvato il Piano del Traffico

Strisce Blu a Roma, presto il ritorno della sosta ad 1 euro e 50: l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Guido Improta lo annuncia dopo l’annuncio dell’approvazione del Piano Generale della Mobilità, licenziato dall’Aula Giulio Cesare proprio ieri: la delibera sulle strisce Blu a costo aumentato è stata bocciata dal Tribunale Amministrativo Regionale perché non era stato previamente approvato il PGTU; dopo l’approvazione, entro maggio il Comune punta a reintrodurre la delibera.

STRISCE BLU ROMA, APPROVATO IL PIANO DEL TRAFFICO

L’approvazione del PGTU è un passo importante per l’amministrazione Marino; a Roma uno strumento amministrativo che regolamenti puntualmente i parcheggi, il traffico e la mobilità manca fin dal 1999. Il nuovo PGTU dispone misure anche abbastanza pesanti, ma che saranno attivate a regime più avanti nella consiliatura, in parte per “permettere ai cittadini di abituarsi”, in parte perché sembra che la giunta non abbia la forza o la volontà per procedere subito a cambiamenti radicali. La principale novità è quella dell‘ingresso a pagamento nell’Anello Ferroviario: dall’aprile 2017 arriveranno i varchi, da aprile 2018 saranno attivati. Il modello è quello del “Bonus Mobilità” dell’Ecopass milanese, spiega il Messaggero nella Cronaca di Roma.

Il progetto prevede il pagamento di un pedaggio per chi, risiedendo all’esterno dell’anello, si sposta con il mezzo privato al suo interno, mentre non ci saranno limitazioni per chi risiede dentro. Ogni automobilista avrà a disposizione un pacchetto annuo di entrate gratuite, se ne ipotizzano 120, con un extra di 60 per alcune categorie di lavoratori. Terminati i bonus bisognerà pagare per accedere: 3 euro per i veicoli Euro 4, 2 per gli Euro 5 e 1 per gli Euro 6.

Il Tempo, voce storica della stampa conservatrice romana, oggi titola a tutta pagina: “Tutti pagheranno per entrare a Roma”.

Anche per gli abitanti della Ztl, del Centro Storico, si annunciano cambiamenti negli stili di vita.

La Ztl del centro storico sarà suddivisa in quattro settori: Tridente-Trevi, Viminale-Monti, Farnese-Portico d’Ottavia e Navona-Pantheon. I permessi di residenti e altre categorie saranno validi soltanto per il settore di appartenenza. In sostanza un abitante di Campo de’Fiori, ad esempio, non potrà utilizzare il suo permesso per andare al rione Monti o in via Tomacelli.

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PIANO DEL TRAFFICO, COSA CAMBIA

L’intento è manifestamente quello di “ridurre la mobilità interna alla ZTL”. Inoltre, entro la fine del 2015, e dunque a brevissima scadenza, tutti i quartieri “entro le Mura Aureliane” diventeranno una “gigantesca Zona 30”, ovvero con limite di velocità fissato a 30 km all’ora e con “dossi e dissuasori per rallentare ulteriormente i mezzi privati”; gli automobilisti potranno evitare di andare a passo d’uomo in appena una cinquantina di strade, quelle della viabilità principale. Era stato già annunciato l’intento di completare l’anello ferroviario nel settore nord collegando Vigna Clara a Stazione Tiburtina, con ulteriori lavori presso il nodo del Pigneto che raccorderanno la ferrovia con la Metro C, il tutto entro il 2017. Saranno potenziati il car e il bike sharing e il piano punta ad aumentare del 20% l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei romani: aumentate del 40% le preferenziali e tagliate del 10% le fermate nel Centro Storico. Ma al di là delle decisioni, c’è anche un importante punto politico nell’approvazione del PGTU: l’Aula Giulio Cesare ha approvato il piano a larghissima maggioranza, con 24 voti favorevoli e 8 contrari; molti atti d’aula delle opposizioni sono stati accolti nella versione finale del Piano.

Soddisfatto l’assessore Guido Improta che era pronto “ad andarsene se non fosse stato sostenuto dalla politica” e aveva legato la sua permanenza in giunta all’approvazione del Piano.